Intervistato da Fabrizio Fabbri sul “Corriere dello Sport”, Arturs Strautins ha parlato della sua freddezza nei finali di partita: “Non ho nessun problema ad assumermi delle responsabilità. Gioco a basket anche per questo. Al PalaDesio il clima era caldissimo, loro hanno un pubblico che si fa sentire, che ti ruggisce addosso. La mia squadra mi ha cercato e io ho risposto presente e la palla è andata via leggera verso la retina. Questa volta è toccato a me, in passato a Baldasso o qualcun altro. Sappiamo distribuire al meglio le responsabilità. È un grande pregio di questo gruppo”.
La Bertram viaggia nella parte altissima della classifica: “Quello che abbiamo ce lo siamo meritato sul campo costruendolo dal primo allenamento. Siamo una buona squadra che però, me lo ripeto sempre, deve vivere il presente. Non serve guardarsi indietro e neppure proiettarsi troppo in avanti. Siamo felici ma anche consapevoli che basta poco per sprecare quanto di buono fatto”.
Si avvicina anche l’appuntamento della Final Eight: “Ci penseremo a febbraio. Ora il calendario dice che domenica andremo in trasferta a Brescia. Contro di loro escono fuori sempre partite molto intense. Hanno cambiato coach, sono stati i finalisti dello scorso campionato e viaggiano ancora molto forte. Sarà dura, vogliamo farci trovare preparati”.
Strautins ha anche indicato chi è il suo idolo: “Rimantas Kaukènas, sono stato fortunato ad essermi allenato accanto a lui nei primi anni in Italia”.
E com’è Arturs fuori dal campo? “Un ragazzo che, quando il tempo me lo permette, ama viaggiare. Con mia moglie è lo spazio che ci dedichiamo e l’ltalia ci regala sempre grandi emozioni. Se sono casa mi rilasso guardando serie televisive o ascoltando musica”.





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