Pietro Aradori, presente alla Inalpi Arena da spettatore, racconta una Coppa Italia “di grande equilibrio” e indica senza esitazioni il match clou. “Potrebbe essere banale ma è sotto gli occhi di tutti che il match più bello ed sia stato quello che ha visto protagonista la Germani contro Milano in semifinale. Una gara clamorosa, che, per chi ama la pallacanestro, non doveva finire mai”.
Il giudizio sulla Germani è netto: Brescia ha ormai lo status delle prime forze e la Coppa lo avrebbe “certificato”, al di là del risultato. “Credo che per l’ennesima volta in queste ultime stagioni, Brescia ha dimostrato di essere ormai alla pari delle prime forze del campionato… questa squadra ancora una volta è riuscita ad acquisire la consapevolezza che sta realizzando qualcosa di incredibile grazie al suo equilibrio perfetto”.
Aradori ripercorre anche il percorso a Torino, rimarcando l’identità mostrata contro Udine e l’impatto offensivo in semifinale. “Contro Udine non avevo dubbi… la Germani ha un identità da grande e l’ha dimostrato sul campo”. “La stessa cosa l’ha fatta con Milano: 102 punti realizzati contro una corazzata, incredibile pensare di perdere oggi con un fatturato del genere”.
Chiusura con un passaggio personale: la gioia per il primo trofeo da coach di Peppe Poeta e il credito dato alla continuità tecnica di Cotelli. “Vedere il mio amico Peppe Poeta alzare il suo primo trofeo mi ha reso felice… Bravo Cotelli a continuare a seguire il solco lasciato da Poeta”.
Fonte: il giornale di brescia





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