Andrea Trinchieri: La squadra che va in campo è fotografia di quella che sta dietro la scrivania

Andrea Trinchieri
Andrea Trinchieri EA7 Emporio Armani Olimpia Milano - Zalgiris Kaunas Turkish Airlines Euroleague 2024-25 Milano, 17/10/2024 Foto AlessiaDoniselli / Ciamillo-Castoria

Andrea Trinchieri, nello speciale playoff di LBATV, ha analizzato la serie dei quarti tra Olimpia Milano e Pallacanestro Reggiana

Andrea Trinchieri, nello speciale playoff di LBATV, ha analizzato la serie dei quarti tra Olimpia Milano e Pallacanestro Reggiana. Due i temi principali: il peso delle voci di mercato sui giocatori biancorossi e le chiavi tecniche del confronto.

Sul primo punto, Trinchieri ha allargato il discorso alla struttura del club: «Una cosa che ho imparato è che la squadra che va in campo è sempre la fotografia della squadra che sta dietro la scrivania. Che i giocatori vengano, vadano, firmino da altre parti, è sempre successo. È il club che dà direzione ai giocatori su queste cose, non c’è allenatore che tenga».

Per l’ex coach di Bayern Monaco e Zalgiris, dunque, la gestione del momento non dipende soltanto dallo spogliatoio: «Noi siamo dei professionisti, dobbiamo fare il meglio oggi. Cosa succederà domani non è nelle nostre possibilità saperlo. Sono cose che la società, quando è abituata a giocare i playoff, sa benissimo come gestire».

Le voci sugli addii, secondo Trinchieri, possono pesare ma non necessariamente in negativo: «Scudetti sono stati vinti con giocatori che sapevano di andare via, con allenatori che sapevano di andare via. Un problema? Sì. A volte è anche uno stimolo. Hai citato Milano nel ’96: quando vince, sapevano tutti che Boscia Tanjevic andava via. A volte sapere che l’allenatore va via dopo un lungo ciclo ti porta a dire: ok, finiamo questo ciclo e ripartiamo con un altro. E hai un’energia diversa. Però è una cosa da club, non da giocatore o allenatore».

Poi l’analisi della serie. Trinchieri individua un primo punto chiave nella capacità dell’Olimpia Milano di costruire vantaggi iniziali: «Milano è bravissima a costruire tutto attraverso il primo vantaggio, specialmente nel gioco in transizione. Creano un vantaggio e sono molto bravi ad aumentarlo».

Per Reggio Emilia, quindi, sarà fondamentale non crollare sulla prima rottura difensiva: «Se Reggio riesce a contenere i danni sulla prima azione, sul primo blocco, sulla prima iniziativa di Milano, può star dietro in difesa. Perché la verità è che Milano diventa poco efficiente quando gioca solo di isolamenti».

Altro tema centrale sarà il pick and roll: «La chiave della partita è il pick and roll, la difesa sul pick and roll centrale per tutte e due le squadre. Il pick and roll centrale dà tantissimi vantaggi a entrambe». Trinchieri sottolinea come la serie sarà anche una partita a scacchi tra aggiustamenti: «Ogni scelta difensiva si propagherà nella serie, perché se sei forte da una parte devi concedere qualcosa dall’altra. Avere piano A, piano B e piano C sulle coperture del pick and roll sarà fondamentale».

Il terzo punto riguarda lo spacing, soprattutto in clima playoff: «Credo moltissimo nello spacing reale dei playoff. Una cosa è lo spacing in stagione regolare, perché la palla è leggera. Nei playoff i giocatori che non sono tiratori vengono lasciati, abbandonati, e vengono arrestati per vagabondaggio di solito». Tradotto: conterà capire chi, nella serie, sarà davvero in ritmo e in fiducia dall’arco.

Infine, il rimbalzo offensivo. Milano può avere un vantaggio enorme, ma anche un rischio collegato: «Milano è devastante a rimbalzo in attacco. Penso a Nebo, può spazzare via chiunque, anche la Virtus. Però Reggio è molto ordinata, molto disciplinata. Priftis sa il fatto suo, è un allenatore molto tattico».

La domanda conclusiva è la più interessante: quanto Milano vorrà spingere a rimbalzo senza scoprirsi? «Milano deve scegliere: vado a rimbalzo con le portaerei e con tutto, e mi scopro alla transizione di Reggio? Punto di domanda. Avremo la risposta nel weekend».

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