Intervistato da Lia Capizzi per Domani, Amedeo Della Valle parla del suo ritorno in Nazionale e delle vicende in merito.
Andiamo a leggere alcune delle sue dichiarazioni.
“Sono cresciuto senza avere mai pregiudizi. Ho fatto spesso scelte atipiche, credo che non ci sia una strada obbligatoria ma ce ne siano tante che possono portare a cose inaspettate. Per esempio, dopo gli anni belli a Reggio Emilia e l’Eurolega con Milano, nel 2020 ho deciso di andare all’estero, prima a Las Palmas (Gran Canaria) e poi a Podgorica con il Buducnost. Sono state due occasioni formative, soprattutto quella in Montenegro mi ha fatto crescere molto”, così inizia ADV.
La scelta di giocare con la Nazionale 3×3 e il ritorno con la Nazionale maggiore. Una rivincita?: “Da tre anni non giocavo con l’Italia 5×5, è un ritorno emozionante, ma la parola ‘rivincita” non c’entra proprio nulla, anzi rovinerebbe questo momento speciale. Non ho mai pensato di aver chiuso il capitolo con l’Italia, sapevo semplicemente che con Pozzecco la porta era chiusa e non si sarebbe riaperta. Le scelte altrui vanno accettate.”
Perché secondo Della Valle i giovani in Italia faticano ad emergere?: “Dico la mia, manca la capacità di coltivare il talento nei dub. Senza il talento creiamo ottimi difensori oppure, passatemi il termine, soldatini. C’è la concezione sbagliata di pensare: il talento o ce l’hai o non ce l’hai. Non è così. Prendiamo il mio caso, la mia arma migliore è il tiro? Vero. Ma non sono nato “imparato”, ci ho lavorato tutta la carriera in allenamento, in tante sessioni solitarie che nessuno sa. È questione di fame personale, ma anche di capire chi può essere importante nell’insegnarmi determinate cose.”





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