Virtus Bologna, Alex Mumbrù si presenta: I tifosi saranno orgogliosi di come combatteremo

Alex Mumbrù Virtus Bologna
Alex Mumbru' LBA Legabasket Serie A Sisal Club 2026/2027 Preseason Rimini - Virtus Bologna Rimini , 03/09/2026 Foto Massimo Nazzaro // Ciamillo-Castoria

Il tecnico detta le linee guida: difesa, ritmo, rimbalzi e gioco di squadra. «La Virtus resta, giocatori e allenatori passano»

Alex Mumbrù ha presentato ufficialmente la propria avventura sulla panchina della Virtus Bologna. Nel corso della conferenza stampa al Savoia Hotel Regency, riportata integralmente da BolognaBasket, il tecnico catalano ha parlato dell’identità della squadra, degli obiettivi e dei giocatori chiamati a guidare il nuovo ciclo bianconero.

«È un onore per me essere qui in uno dei club con più storia del basket, tutti la conoscono», ha esordito Mumbrù. «Sapevo cosa significava da giocatore essere in un posto come questo, ora inizio a scoprirlo anche da allenatore. Abbiamo tanti giocatori nuovi che devono capire quello che dovrà essere fatto, con l’obiettivo di migliorare giorno dopo giorno».

La prima promessa riguarda l’atteggiamento: «Una delle nostre prime idee era chiara: i tifosi devono essere orgogliosi del modo in cui combatteremo. Vogliamo giocare bene in difesa, lottare, recuperare palla e correre. Dobbiamo evitare cose stupide in attacco e giocare di squadra senza forzare». Centrale anche il controllo dei tabelloni: «I rimbalzi saranno importanti. Dovremo correre anche dopo i canestri subiti e stare attenti ai rimbalzi offensivi: nel basket attuale le squadre vincono anche grazie a questo controllo».

Il riferimento tecnico è Aíto García Reneses: «Da lui ho imparato tante cose, è uno dei migliori allenatori d’Europa. Nel basket di oggi tutti cercano di giocare velocemente, con tanti cambi: i giocatori si divertono di più ed è il modo in cui abbiamo provato a costruire la squadra». Un modello che può ricordare Parigi, ma con una differenza: «Quando è arrivato Splitter, Parigi aveva già diversi giocatori abituati a stare insieme. Noi siamo giovani e dovremo affrontare un processo di crescita. Giocare veloce non deve essere soltanto qualcosa di cui parlare: dobbiamo lavorare per riuscirci».

Mumbrù ha ricordato come il gruppo sia ancora all’inizio: «Sono qui da dieci giorni e ci alleniamo tutti insieme soltanto da sei o sette, anzi non siamo nemmeno al completo perché Kevin Kokila è infortunato. Però sappiamo come questa squadra può vincere e come vuole giocare. Dobbiamo avere molto chiaro il nostro stile e il nostro modo di approcciare le partite».

Non ci sarà un unico terminale offensivo. «Se pensassimo di avere un solo go-to guy, potremmo avere un problema. Non è così: ci può essere Frazier, Moore, Carr, Alston, Edwards. Daremo la palla al giocatore più caldo in quel momento. La cosa fondamentale è che tutti abbiano molto chiaro il proprio ruolo». Su Edwards, il coach ha aggiunto: «Può giocare da tre e da quattro, è un ottimo tiratore e un giocatore molto atletico. È tranquillo e silenzioso, ma crediamo molto in lui e non sono assolutamente preoccupato».

Per Aliou Diarra, invece, il ruolo principale sarà quello di centro: «Usarlo da quattro è un po’ difficile. In difesa potrebbe farlo grazie alla sua velocità, ma in attacco dovrà creare spazio per i tiratori, perché questa squadra vuole tirare tanto da tre. Non è un gigante come Tavares, ma è uno dei lunghi più veloci negli “up and down” e questo ci aiuterà nel ruolo di cinque».

La difesa resta il punto di partenza: «Non dobbiamo pensare soltanto alla vittoria o alla sconfitta, ma al processo. Se i giocatori danno il 100% e lottano su ogni pallone, i tifosi dovranno essere orgogliosi. Nell’ultima partita, soprattutto nel secondo tempo, abbiamo costretto più volte gli avversari ad arrivare alla fine dei 24 secondi senza riuscire a tirare. È un punto di partenza importante: difendere e provare a correre».

Il tecnico non nasconde il desiderio di vincere, ma chiede tempo: «Due anni fa la Virtus ha vinto lo Scudetto, ma di quella squadra è rimasto soltanto Hackett. È normale che i tifosi vogliano vincere e lo vogliamo anche noi, ma stiamo costruendo per il futuro. I giocatori e gli allenatori vanno e vengono, la Virtus resta. Nello sport ci sono alti e bassi, non sempre si può vincere: l’importante è fare sempre il massimo».

Fondamentale sarà anche la chimica: «È qualcosa di cui non si parla spesso e che può essere distrutto in un attimo. Creare un buon gruppo è fondamentale. In campo sono un allenatore abbastanza duro, perché serve disciplina; fuori dal campo si parla e si soffre insieme. La cosa importante è il sostegno reciproco».

Infine, le parole per Alston e Hackett. «Derrick può giocare da tre e da quattro, conosce bene la Virtus e sono felice di allenarlo. Nell’ultima partita è stato duro in difesa, proprio ciò che vogliamo da lui». Sul capitano: «Hackett rappresenta i nostri valori. È come avere una Ferrari in garage che deve essere curata. Spiega ai compagni che cosa sia la Virtus e sarà un punto importante».

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