Alessandro Pajola: A Belgrado Teodosic mi ha detto che ho fatto un buon lavoro

Alessandro Pajola: A Belgrado Teodosic mi ha detto che ho fatto un buon lavoro

Alessandro Pajola è in questo momento il volto del basket italiano: Sono fortunato a poterlo chiamare amico

Alessandro Pajola è in questo momento il volto del basket italiano. Dopo la conquista dello Scudetto con la Virtus Bologna la conquista dei Giochi Olimpici di Tokyo a Belgrado.

Oggi è lui il protagonista su Sportweek, inserto Gazzetta dello Sport.

SULLA SFIDA A BELGRADO CON TEODOSIC

«Si è avvicinato alla fine: “Hai fatto un buon lavoro”, e mi ha dato la mano. Avevamo scherzato tanto durante l’anno, però immaginando che la qualificazione all’Olimpiade ce la saremmo giocata tra noi. Diceva “vedrai che gioca un altro al posto tuo”. Gli rispondevo: “guarda che con me non arrivi a dieci punti”. Ci sono riuscito».

SUL RAPPORTO CON TEODOSIC

«Sono fortunato a poterlo chiamare amico. Si interessa a me, anche nella mia vita fuori dal campo. Come giocatore, nella metà offensiva è un maestro. E’ lui che è venuto a darmi consigli, invitandomi ad avere fiducia quando ho la palla in mano: “attacca, crea gioco” mi dice. Si arrabbia molto quando rinuncio a un tiro».

SULLA MANCANZA DEI SENATORI

«Ho avuto la fortuna di conoscere Belinelli. Prima che accadesse, mi ero fatto anch’io due domande del tipo: con quello che ha vinto, questo può venire in Nazionale e sentirsi a un livello diverso, superiore. Invece, alla Virtus ho incontrato un ragazzo umilissimo e disponibile, e lo stesso mi hanno detto di Datome e Gallinari. Quindi sono sicuro che anche loro, se ci fossero stati, si sarebbero sbucciati le ginocchio con noi. E Gallo, a Tokyo, ci sarà».

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