Alessandro Magro, coach del Napoli Basket, ha commentato con lucidità e senso di responsabilità la pesante sconfitta rimediata sul campo di Tortona. Un ko che interrompe il buon momento degli azzurri e lascia spazio a molte riflessioni.
«Innanzitutto, complimenti a Tortona per questo palazzetto incredibile. È la nostra prima volta qui, e credo sia un esempio da seguire: giocare in un impianto così è davvero un piacere», ha esordito Magro.
Poi l’analisi della partita: «Abbiamo vissuto una serata molto complicata. Mi aspettavo dai miei ragazzi una gara più disciplinata, soprattutto a livello mentale. È chiaro che la responsabilità dell’approccio poco concentrato e dell’energia non sufficiente è mia. Contro una squadra così talentuosa, questi aspetti fanno tutta la differenza».
Napoli aveva impostato la gara per limitare il tiro da tre di Tortona, con qualche risultato a metà campo. «Le percentuali, anche se ci sono stati tiri aperti sbagliati, ci dicono che qualcosa è stato fatto bene. Ma in transizione siamo stati puniti, e quando abbiamo provato a correre – uno dei nostri punti di forza – abbiamo confuso la fretta con la velocità».
Un passaggio chiave riguarda la gestione del pallone: «Undici assist e diciassette palle perse in trasferta contro una squadra come Tortona non ti permettono nemmeno di restare in partita. È un passo indietro rispetto alla scorsa settimana, soprattutto in termini di applicazione e fisicità. Ma fa parte del nostro percorso».
Guardando al prossimo impegno, Magro ha sottolineato l’urgenza di reagire: «Mercoledì affrontiamo Trapani, altra squadra di alto livello, e dobbiamo farci trovare pronti. Serve più durezza, più fisicità, e la capacità di ripartire dagli errori commessi».
Infine, un’annotazione tattica su Olejniczak: «È stato un rebus per noi. Ho scelto di abbassare i quintetti per provare a stanarlo e giocare in velocità. Una scelta che ha dato pochi dividendi, anche perché Mario ha risposto cambiando e adattandosi. Ma Olejniczak e Vital sono stati due veri fattori del match, soprattutto in termini di produzione offensiva».





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