Alessandro Barberini: Anche io ho tirato un sasso, ma il mio non è stato quello che ha ucciso

Alessandro Barberini
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Alessandro Barberini è uno dei tre ultrà della Sebastiani Rieti fermati in merito alle indagini sulla morte di Raffaele Marianella

Alessandro Barberini è uno dei tre ultrà della Sebastiani Rieti fermati in merito alle indagini sulla morte di Raffaele Marianella nel postgara con Pistoia Basket 2000.

Oggi i quotidiani riportano alcune dichiarazioni di questo cameriere di 53 anni, quando ancora era in questura come persona informata sui fatti. Leggiamole da Repubblica:

«Volevamo fargli vedere chi eravamo noi, che non avevamo paura certo di loro».

«Anche io ho tirato un sasso, in tanti lo abbiamo fatto. Ma il mio non è stato quello che ha ucciso».

«Ho colpito la parte centrale del pullman, la mia era una pietra piccola».

«Se avessimo preso l’autista avremmo fatto una strage».

«Ho visto la partita di basket come ogni domenica. Ci sono state delle schermaglie accese dentro il palazzetto».

«Siamo andati dietro il PalaSojourner con l’intenzione di prenderci a cazzottate con loro ma c’era la polizia».

«Con noi c’era anche Giuseppe Aguzzi, il capo degli ultrà. Eravamo in macchina, abbiamo aspettato che passasse il pullman e ci siamo messi lungo il guardrail».

«Non eravamo andati lì per uccidere».

«Non so chi ha tirato quel sasso grosso e non mi sono reso conto che c’era una persona morta».

«Ho fatto una cavolata, chiedo scusa».

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