Al via l’NBA 2025-26: cosa aspettarsi dalla nuova stagione di regular season

salary cap NBA

Mancano ormai poche ore all’inizio della regular season NBA 2025-26, e l’attesa è quella delle grandi occasioni.

Mancano ormai poche ore all’inizio della regular season NBA 2025-26, e l’attesa è quella delle grandi occasioni. Dopo un’estate movimentata, tra rinnovi milionari, trade inattese e infortuni che rischiano di cambiare gli equilibri, la sensazione generale è che ci attenda una stagione più incerta del solito. Nessuna squadra sembra davvero fuori portata e, allo stesso tempo, nessuna appare imbattibile: un equilibrio che promette spettacolo da ottobre fino alla primavera.

il via ufficiale è fissato per martedì 22 ottobre 2025, quando un doppio spettacolo aprirà i battenti della nuova annata. Nella notte (01:30, ora italiana) gli Houston Rockets faranno visita ai campioni in carica, gli Oklahoma City Thunder, nella rituale cerimonia al Paycom Center. In seguito sarà il turno dei Golden State Warriors ospiti dei Los Angeles Lakers con la palla a due prevista alle ore 04:00 italiane.

A Est, l’assenza prolungata di stelle come Jayson Tatum e Tyrese Haliburton, entrambi fermi per problemi fisici gravi, rischia di rimescolare completamente le gerarchie. I Boston Celtics, pur privi del loro leader, restano una squadra costruita per vincere, con un sistema rodato e un gruppo che sa come rispondere nei momenti difficili. Ma l’occasione di approfittarne è ghiotta per i New York Knicks, che hanno cambiato volto con l’arrivo di Mike Brown in panchina e puntano a un salto di qualità definitivo. Occhio anche agli Atlanta Hawks, che con l’aggiunta di Kristaps Porziņģis regalano finalmente a Trae Young un partner tecnico e tattico in grado di aprire il campo e cambiare gli equilibri in attacco. Se la salute assisterà il lettone, Atlanta potrebbe essere la grande sorpresa dell’Est.

Dietro le big tradizionali, si muove una fascia media pronta a sfruttare ogni spiraglio. I Miami Heat, come sempre, non fanno rumore ma sanno come arrivare pronti ai playoff. E le giovani squadre, da Indiana a Orlando, crescono a vista d’occhio, con prospetti che potrebbero esplodere prima del previsto. L’Est, insomma, sembra più aperto che mai, e la regolarità, prima ancora del talento, potrebbe essere il vero fattore decisivo per chi sogna le Finals.

All’Ovest, invece, la concorrenza è feroce come sempre, ma con nuove dinamiche. I campioni in carica di OKC partono in pole position: l’ossatura è rimasta intatta, Shai Gilgeous-Alexander è ormai una superstar consolidata e la crescita di Chet Holmgren lascia intravedere margini ancora enormi. Ma il West non perdona, e alle spalle dei Thunder c’è una lunga fila di contender pronte a colpire. I Dallas Mavericks, reduci da un’estate di aggiustamenti, confidano nel recupero fisico di Daniel Gafford e nella maturazione di Kyrie Irving accanto a Luka Doncic per tornare protagonisti. Anche Houston è una delle squadre più intriganti della nuova stagione: il talento di Alperen Şengün, sommato all’esperienza di Kevin Durant, può trasformare una squadra giovane e ambiziosa in una mina vagante da playoff.

Più indietro, ma sempre pericolosi, i Los Angeles Lakers dovranno invece gestire con cautela il fisico di LeBron James, alle prese con fastidi alla sciatalgia che potrebbero limitarne l’impiego nei primi mesi. In un contesto dove l’intensità aumenta di anno in anno, la gestione dei minuti e della forma fisica sarà fondamentale non solo per i veterani, ma per qualsiasi squadra che ambisca a un posto tra le prime sei.

In mezzo a questo panorama equilibrato, l’impressione generale è che la stagione 2025-26 non avrà un’unica favorita. Se i Thunder e i Celtics restano i punti di riferimento delle due conference, le possibili sorprese non mancano: Atlanta e Houston sono pronte a spingersi oltre le aspettative, mentre squadre solide ma sottovalutate come i Knicks o i Kings potrebbero approfittare di un calendario meno pesante e di un inizio brillante per costruirsi un vantaggio utile nella corsa playoff.

Gli analisti sottolineano come la variabile infortuni sia destinata a pesare più del solito, rendendo molto difficile fare pronostici sull’NBA: la concentrazione di talenti in pochi roster rende difficile compensare la perdita di un singolo top player, e molte franchigie si presenteranno con rotazioni da affinare e giovani da responsabilizzare. Ma è proprio questo senso di incertezza a rendere la stagione alle porte così affascinante: non ci sono destini scritti, e ogni notte può regalare una sorpresa.

In definitiva, ci prepariamo a vivere una NBA senza padroni, dove la differenza la farà la continuità, la profondità del roster e la capacità di restare integri. Le luci si accendono, la palla sta per salire: il viaggio verso giugno inizia adesso, e tutto lascia pensare che sarà uno dei più imprevedibili e avvincenti degli ultimi anni.







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