La NBA ha avviato una revisione delle proprie regole sulla comunicazione degli infortuni dei giocatori, dopo l’ondata di arresti legata all’indagine federale sulle scommesse illegali che ha coinvolto tre tra coach e giocatori dell’NBA.
In un memo inviato ai 30 club, il general counsel Rich Buchanan e il vicepresidente esecutivo Dan Spillane hanno sottolineato come “l’espansione delle scommesse legali negli Stati Uniti” renda necessario “rivalutare le modalità con cui i campionati sportivi proteggono l’integrità del gioco”.
Il tema centrale riguarda i “prop bets”, cioè le scommesse su statistiche individuali, al centro dei casi Terry Rozier e Jontay Porter, entrambi accusati di aver manipolato le proprie prestazioni per trarre vantaggio dalle puntate. La lega valuterà modifiche al sistema di segnalazione pubblica degli infortuni, oggi troppo elastico: le squadre possono aggiornare lo status di un giocatore fino a 30 minuti prima della palla a due.
Il caso recente di Luka Dončić, dichiarato out solo poche ore prima del match di Sacramento nonostante non fosse partito con la squadra, ha evidenziato le ambiguità del sistema. Parallelamente, la NBA sta studiando anche strumenti basati su intelligenza artificiale per monitorare eventuali anomalie nelle scommesse.




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