Adam Silver ha difeso il nuovo sistema salariale introdotto dall’ultimo CBA, respingendo le critiche secondo cui il meccanismo con i due apron starebbe creando effetti negativi, costringendo le franchigie a prendere spesso decisioni lontane dalle esigenze puramente sportive.
Durante una conferenza stampa, il commissioner NBA ha risposto alle dichiarazioni del direttore esecutivo della NBPA David Kelly, che nei giorni scorsi aveva chiesto di modificare o addirittura eliminare il sistema degli apron, definendolo di fatto una sorta di Hard Cap capace di influenzare le scelte dei team.
Evidentemente le dichiarazioni del proprietario dei Campioni in carica hanno lasciato il segno, al pari di alcune mosse di mercato. Pensiamo alla decisione degli stesso Knicks di lasciar partire Mitchell Robinson, oppure quella dei Celtics a proposito di un ex MVP delle Finals come Jaylen Brown.
Nonostante la frustrazione di alcuni fan, la direzione scelta dalla Lega è piuttosto chiara.
«Non si tratta assolutamente di una conseguenza indesiderata», ha spiegato Silver. «Quando hai un sistema salariale come quello attuale, ogni general manager deve prendere decisioni coniugando l’aspetto economico a quello sportivo. A dire il vero, queste valutazioni vengono fatte indipendentemente dalla presenza o meno di un salary cap. Lo vediamo in altri sport, dove nessuno ha budget illimitato».
Secondo il Commissioner, ogni organizzazione a qualsiasi livello deve necessariamente confrontarsi con dei limiti finanziari:
«Tutti i manager gestiscono dei budget. A un certo punto non puoi avere risorse illimitate, sia che si parli di una squadra sia di qualsiasi altra attività. Nel caso di una lega sportiva, il sistema è essenzialmente a somma zero: se una squadra non rinnova un giocatore o decide di scambiarlo, quel giocatore finirà semplicemente in un’altra squadra».
Silver ha poi difeso l’obiettivo principale del nuovo accordo: aumentare l’equilibrio competitivo della NBA.
«Lo scopo del sistema è creare competitività in tutta la lega e, da questo punto di vista, penso che stia funzionando molto bene. L’obiettivo non era necessariamente avere un campione diverso ogni anno, ma negli ultimi otto anni è andata così».
Il commissioner ha inoltre sottolineato come il nuovo CBA abbia contribuito a ridurre il divario tra grandi e piccoli mercati, uno degli obiettivi principali della lega.
«Una delle cose che volevamo ottenere con questo accordo era eliminare l’idea che solo alcuni mercati fossero realmente in grado di competere. Abbiamo appena visto una finale tra New York, sostanzialmente il mercato più grande della lega, e San Antonio, uno dei più piccoli».
Silver ha evidenziato come, a suo giudizio, la narrativa della serie non sia stata incentrata sulla differenza economica tra le due realtà:
«Mi sembra che non ci siano stati discorsi legati alla dimensione dei due mercati. Per anni ho visto questo tipo di narrazione in NBA. Questa volta l’attenzione era sul modo in cui sono state costruite le due squadre, sui giocatori e sullo stile di gioco. Non era la classica sfida tra big e small market».
Infine, Silver ha lasciato aperta la porta a future modifiche in occasione delle prossime trattative tra lega e sindacato dei giocatori:
«Quando ci siederemo per negoziare un nuovo CBA, sarà ovviamente diritto dei giocatori sollevare qualsiasi problema vogliano. Allo stesso modo ci saranno temi che anche noi vorremo discutere. Ogni accordo collettivo nasce da una serie di compromessi, senza eccezioni. Ma dal mio punto di vista, soprattutto per quanto riguarda la competitività, il sistema attuale sta funzionando molto bene».
Di seguito l’intera conferenza stampa:
LIVE: NBA Commissioner Adam Silver | NBA Board of Governors Press Conference https://t.co/igG3TKfu50
— NBA (@NBA) July 15, 2026





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