Nel giorno della finale delle Final-8 di Coppa Italia, Achille Polonara si racconta in una chiachcierata sincera con Gianluca Gazzoli. Tanti i passaggi sinceramente emozionanti e forti.
“Il mio primo pensiero è stato brutto. In quei momenti ti passano pensieri per la testa molto brutti. Il basket passa in secondo piano, non è facile sapere che avevi superato un problema un anno e mezzo prima ed invece ti ritrovi ad affrontare un altro percorso lunghissimo. Spiegare ai bambini perché perdevo i capelli era difficile. Ho pensato di farla finita. Ma non trovavo giusto che i miei figli sarebbero cresciuti senza un padre, che avevano un padre che non aveva combattuto fino alla fine.”
“I dottori mi davano per spacciato. Mia moglie appena ho aperto gli occhi dopo il coma è scoppiata di gioia. Quando mi son svegliato, ho realizzato che stavo per morire. La situazione era critica. Non capivo tutto questo accanimento del destino nei miei confronti. Da un lato mi sentivo fortunato, perché posso raccontarlo, ma dall’altro lato non capivo questo accanimento nei miei confronti. Nel giro di 2 anni. Per un periodo non volevo vedere nessuno, solo mia moglie. Lei si è spaventata tantissimo durante il coma. Avevo un blocco, non riuscivo a mangiare niente. Non riuscivo proprio. Il giorno del mio compleanno, ci fu una sorta di festa a sorpresa con tante persone che amo, forse in quell’occasione c’è stato un click mentale. I miei figli mi hanno aiutato tanto. Tutte le persone che devono affrontare una malattia devono combattere tanto. L’aspetto mentale è fondamentale. Io ho sempre voluto combattere, sono sempre stato competitivo.”
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