Achille Polonara, nella settimana dell’annuncio del ritiro dal basket giocato, ha parlato sul Corriere Adriatico. Ecco alcuni passaggi.
Sulla decisione
“Non lo sapeva nessuno. Neppure mia moglie. Ho stupito tutti. E il risultato l’ho visto quando il telefono è tornato raggiungibile”
Su Marco Belinelli
“Mi è stato molto vicino nel momento del coma. Veniva tutti i giorni in ospedale. Eravamo amici già dai tempi della Nazionale ma giocando a Bologna il legame si è cementato”
Sul ritorno agli allenamenti
“Ho ripreso ad allenarmi a gennaio, i primi tiri li ho fatti a fine marzo. Lì ho visto che la sensibilità della mano destra era scesa molto. Non riuscivo palleggiare bene. Ad alti livelli contano entrambe le mani. Lì ho capito che ci sarebbe voluto molto tempo per tornare a essere chi ero prima”
Ancora sulla decisione
“La mente voleva continuare ma visto che non sono più giovanissimo, ho voluto smettere pensando alla salute e lasciando il ricordo del giocatore che sono stato piuttosto di quello che si ostina ma non ce la fa più”
Sugli insulti social
“Nel Mondiale nelle Filippine i leoni da tastiera hanno augurato a me e la mia famiglia cose brutte. Ma li ringrazio: mi hanno dato ancora più motivazione”
Sul futuro
“Qualche anno fa non ti avrei mai detto di voler diventare un allenatore, ora è il mio sogno”





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