La Virtus Bologna si presenta alla nuova stagione con uno dei cambiamenti più radicali della propria storia recente. La dirigenza ha abbandonato la strada dei nomi già affermati per investire su giocatori giovani, atletici e ancora lontani dal proprio massimo rendimento. Alex Mumbrù dovrà trasformare una raccolta di scommesse interessanti in una squadra capace di competere immediatamente tra LBA ed EuroLeague. I principali punti di continuità sono Daniel Hackett, Derrick Alston Jr., Francesco Ferrari,, Momo Diouf e Aliou Diarra. Hackett sarà il riferimento emotivo e tecnico di un gruppo con poca esperienza comune. Alston, dopo l’impatto positivo della passata stagione, e un infortunio sicuramente decisivo nella corsa playoff, dovrà compiere un ulteriore salto assumendosi maggiori responsabilità offensive.
Il reparto dei portatori di palla è stato ricostruito con Marcus Carr, Trent Frazier e Rasheed Bello. Carr arriva dopo una stagione da quasi 17 punti e 6 assist in Bundesliga ed è candidato a diventare uno dei principali creatori. Sa giocare il pick and roll, segnare dal palleggio e adattarsi anche a possessi nei quali non controlla direttamente il pallone. Frazier offre una regia più consolidata e una conoscenza superiore del basket europeo. Le sue tre stagioni allo Zenit gli hanno permesso di maturare nella gestione, senza perdere la capacità di produrre punti. Bello rappresenta invece la scommessa più aggressiva: piccolo di statura, ma rapido, compatto e dotato di grande personalità. Può cambiare il ritmo dalla panchina e aumentare la pressione difensiva sulla palla.
Tommaso Baldasso e Davide Casarin aggiungono profondità italiana. Baldasso garantisce tiro e pericolosità immediata, mentre Casarin può svolgere più compiti sui due lati del campo. Hackett resta la soluzione alla quale affidarsi quando serviranno ordine, fisicità e letture nei possessi più delicati. Wendell Moore Jr. e Kessler Edwards ampliano ulteriormente le possibilità sul perimetro. Moore è un esterno potente, capace di mettere palla a terra e aiutare nella costruzione del gioco. Le sue dimensioni gli consentono di difendere su ruoli differenti, anche se dovrà assimilare rapidamente spazi e tempi della pallacanestro europea.
Edwards ha già attraversato una prima fase di adattamento all’EuroLeague con l’Hapoel Tel Aviv. È un’ala moderna, utilizzabile soprattutto da numero tre ma anche da quattro nei quintetti più dinamici. La sua capacità di difendere, correre il campo e segnare sugli scarichi può renderlo uno degli elementi più funzionali del sistema di Mumbrù. Bobi Klintman completa un reparto ali costruito sulla versatilità. Lo svedese dispone di taglia, mobilità e tiro per occupare il ruolo di quattro perimetrale. Non sarà chiamato a creare continuamente dal palleggio, ma ad aprire il campo, attaccare i recuperi difensivi e sfruttare i vantaggi generati dai compagni. Con Alston, Edwards e Ferrari, la Virtus può presentare quintetti molto lunghi senza rinunciare alla velocità.
Sotto canestro la squadra può contare su Diouf, Diarra e Kevin Kokila. Diouf parte con un vantaggio importante: conosce già il club e può offrire affidabilità in entrambe le metà campo. Diarra porta energia, rimbalzi e intimidazione, mentre Kokila aggiunge potenza e una maggiore esperienza europea. Il centro arrivato in prestito è però fermo per quattro settimane e non sarà disponibile per la Supercoppa.
La nuova Virtus sembra costruita per alzare il ritmo, correre dopo ogni recupero e cambiare frequentemente in difesa. L’atletismo è diffuso in ogni reparto e Mumbrù può utilizzare numerose combinazioni senza ridurre la taglia complessiva. Il dubbio riguarda inevitabilmente l’esperienza: molti nuovi arrivati devono ancora dimostrare di poter trasferire le proprie qualità nel contesto tecnico e tattico dell’EuroLeague. La Supercoppa offrirà una prima risposta, pur arrivando quando il progetto è ancora agli inizi, e lo stesso tecnico è arrivato a settembre. Contro l’Olimpia Milano serviranno disciplina, controllo dei possessi e capacità di non trasformare l’energia in frenesia. Il talento fisico non manca; adesso dovrà emergere una gerarchia riconoscibile.
Il roster della Virtus Bologna
Playmaker: Marcus Carr, Trent Frazier, Rasheed Bello, Daniel Hackett
Guardie: Wendell Moore Jr., Tommaso Baldasso, Davide Casarin
Ali piccole: Kessler Edwards, Saliou Niang, Francesco Ferrari
Ali forti: Derrick Alston Jr., Bobi Klintman
Centri: Momo Diouf, Aliou Diarra, Kevin Kokila
Allenatore: Alex Mumbrù
Possibile quintetto: Carr, Moore Jr., Edwards, Alston Jr., Diouf
Leader: Daniel Hackett
Giocatore da seguire: Marcus Carr
Possibile sorpresa: Rasheed Bello
Punto di forza: atletismo, profondità e versatilità
Interrogativo: adattamento dei nuovi arrivati al livello più alto
Assente in Supercoppa: Kevin Kokila



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