Il dato più negativo delle prime due gare della Pallacanestro Reggiana è stato l’approccio iniziale: due partenze complicate, due rincorse immediate, due partite vissute sempre con la necessità di risalire. E dentro questo tema pesa anche la scelta di Dimitris Priftis di aprire entrambe le sfide con Bryson Williams in quintetto: 2 punti e 3.5 rimbalzi di media, con un plus/minus complessivo di -17 in 19 minuti a partita.
Il 2-0 per l’Olimpia Milano racconta una serie che la Pallacanestro Reggiana ha provato a sporcare, soprattutto in Gara 2, ma senza mai riuscire davvero a spostarla sul proprio terreno. Il problema principale è stato l’attacco: poca fluidità, circolazione limitata, appena 11 assist nella seconda sfida e troppi possessi affidati alle iniziative individuali di Caupain e Barford, costretti spesso a creare contro una difesa lunga, fisica e già schierata.
L’assenza di Stephen Brown sta pesando tantissimo. Senza il suo primo passo, la sua capacità di battere l’uomo e creare vantaggi, la Pallacanestro Reggiana perde un generatore di gioco fondamentale. A questo si aggiunge la condizione di JT Thor, limitato dalla botta alla schiena rimediata in Gara 1: due fattori che restringono il campo delle soluzioni offensive e rendono tutto più prevedibile. La Reggiana non può “regalare” due giocatori chiave a Milano.
Il tema rimbalzi è l’altro grande nodo. Reggio ha perso il duello sotto i tabelloni in entrambe le partite e ha concesso troppe seconde opportunità a una squadra più grossa, più profonda e più esperta. Non casualmente in gara-1 era rientrata sotto la doppia cifra dominando nel pitturato. La zona adattata preparata da Priftis in gara-2 ha tolto ritmo all’Olimpia Milano, ma ha anche aperto spazi a rimbalzo, dove i biancorossi milanesi hanno trovato possessi extra decisivi.
Ora il ritorno al PalaBigi può dare energia, la stagione è stata sino a qui speciale, quasi miracolosa per come era nata, e nessuno vorrà salutarla in anonimi 40′. Ma per riaprire la serie non basterà l’emotività: serviranno un avvio diverso, più assist, più presenza a rimbalzo e una soluzione alternativa quando Caupain e Barford vengono prosciugati dalla difesa milanese. Quel che è stato Rossato in gara-2. Senza Brown e con Thor non al meglio, il margine è sottile. Ma Gara 3 è l’unico punto da cui può ripartire tutto.





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