Sandro De Pol, voce RAI, su il Piccolo fa il punto della situazione in casa Pallacanestro Trieste e “chiama” il territorio.
«In un momento così privo di certezze, decifrare le reali intenzioni di Paul Matiasic è oggettivamente difficile. Ogni ipotesi resta valida, ma rimane, appunto, un’ipotesi. Ciò che posso riferire, basandomi sul confronto con agenti e addetti ai lavori in tutta Italia, è che nell’ambiente si dà ormai per certo che la sua esperienza a Trieste sia giunta al capolinea. Resta solo da scoprire come e quando avverrà l’addio».
«Certamente non si può ridurre tutto al denaro: la passione, l’amore e la tradizione appartengono a piazze storiche come Trieste, Bologna o Varese, e su questo non si discute. Detto ciò, la domanda cruciale è un’altra: se Matiasic dovesse lasciare la Serie A, Trieste avrebbe la forza economica per iscriversi e disputare il campionato? Al netto di appelli, petizioni e grida di dolore, il nodo della questione è tutto qui».
«È necessario individuare una figura che faccia da collettore. Bisogna quantificare le risorse disponibili e strutturare piani alternativi. Solo una volta comprese le reali possibilità si potrà fare una valutazione concreta. È chiaro che tutti vorrebbero la A, ma se mancano i mezzi bisogna prenderne atto. Chi potrebbe essere questo collettore? Qualcuno che conosca profondamente sia la realtà sportiva, sia il tessuto economico del territorio triestino».





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