Merita fiducia questa Nazionale. Il ko con l’Islanda, inutile negarlo, fa male. Molto male. In una corsa qualificazione su due gironi, che lascerà inevitabilmente fuori dai giochi una tra Italia, Lituania, Turchia e Spagna dalla World Cup 2027 (ne passano alla fine tre), perdere in casa con l’Islanda è ferita profonda.
Ma il grande errore sarebbe fare calcoli già oggi, a fine novembre 2025, perché sarà soprattutto il calendario a scrivere gli equilibri. In una competizione fatta di finestre a stagione in corso e partite estive, conterà anche il momento in cui affronterai un avversario piuttosto che un altro. Conteranno i giocatori disponibili, anche per gli azzurri.
E oggi il primo pensiero è intanto prendersi una delle prime tre posizioni nel girone D. Perdere con l’Islanda significa non poter prendere neanche sottogamba la Gran Bretagna, e cercare il colpaccio in Lituania, in quel di Klaipeda.
La squadra è da ieri pomeriggio in una delle terre madri del basket europeo. Saranno di nuovo 15 i giocatori a disposizione del ct Luca Banchi, con Garavaglia e Librizzi lasciati liberi di tornare rispettivamente a Ulm e Pallacanestro Varese.
Credibile che l’ex Virtus Bologna possa lasciare fuori Assui, Rossato e Candi (anche se l’ex Trapani sarebbe stata una risorsa probabilmente più preziosa dei pochi secondi di Librizzi contro l’Islanda a Tortona). Ci sarà Nico Mannion, che probabilmente potrebbe gestire il pallone più di Casarin e Della Valle rispetto al primo match, ma molto passerà dalla fiducia individuale.
Quella che non deve perdere Amedeo Della Valle. Il movimento lo ha invocato in questi anni, con l’Islanda il capitano di Brescia ha sentito l’emozione, e forse anche la pressione, ma pur non trovando con continuità il canestro, pur sbagliando quei due liberi chiave (tra segnarli e non segnarli è probabilmente passato il verdetto del match), ha preso nel finale la decisione giusta prendendosi quel fallo. Segnando dalla lunetta sarebbe stato decisivo. Non è una differenza da poco, ma l’intento era corretto.
Poi bisognerà prendere le misure all’avversario. La Lituania ha un centro vero, l’ex Olimpia Milano e Napoli Arturas Gudaitis, e nel folle successo con la GBR è emerso questo Ignas Sargiunas, guardia classe 1999, 27 punti venerdì sera, 9.8 di media in BCL con il Rytas. Dei confronti tra i roster parleremo domani, ma l’Italia deve soprattutto capire di aver sbagliato, ma di non essere sulla strada sbagliata.
Con l’Islanda ci sono stati passaggi a vuoto, nel quarto quarto però sono arrivati i punti di Grabriele Procida e le seconde opportunità garantite da Amedeo Tessitori. Davide Casarin ha mostrato di essere effettivamente salito ad un altro livello con la Vanoli Cremona, e comunque c’è gente di esperienza ai massimi livelli come Stefano Tonut e John Petrucelli. Si può subito ripartire.





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