È morto Giorgio Armani. Lo stilista e imprenditore italiano è scomparso a 91 anni, festeggiati meno di due mesi fa. Il mondo perde un gigante che ha reso grande l’Italia. E che, con cuore e passione, tra i suoi mille interessi ha salvato, e riportato ai vertici del basket, l’Olimpia Milano.
Il Gruppo Armani annuncia la scomparsa di Re Giorgio: Ha lavorato fino agli ultimi giorni
Primo di tre figli, cresciuto a Piacenza, Giorgio Armani arriva a Milano nel 1949. Inutile, superficiale, su queste frequenze, ripercorrere le tappe di un percorso senza eguali. Possiamo solo dire che nel 2008, dopo invito di Adriano Galliani, rileva la proprietà di Olimpia Milano, tramite il suo CEO Livio Proli. Una società gloriosa, che rischiava la sparizione, che si rilancia. La pallacanestro, da sempre, gli stava nel cuore. Era lo sport del fratello Sergio.
Giorgio Armani ha definito così lo sport: «Rappresenta la più alta espressione umana della resistenza, del coraggio, della volontà. E che sia sport individuale o di squadra, i valori in campo ci sono sempre: capacità di aggregazione, orgoglio del singolo o generosità per la squadra». E così il basket: «Questo è uno sport di squadra organizzato, veloce, moderno e divertente, dove tutto può cambiare fino alla fine. Come nel mio lavoro».
Da patron di Olimpia Milano ha riportato in città uno Scudetto atteso 18 anni, per poi conquistarne altri cinque. Unitamente a 4 Coppe Italia. Nel nostro piccolo, non possiamo che ringraziare un gigante che ha reso anche il nostro lavoro possibile. E porgere le nostre condoglianze ai famigliari, e agli amici di questo inarrivabile gigante del nostro paese.





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