Simone Fontecchio ha parlato con il Miami Herald subito dopo l’annuncio del suo approdo agli Heat in cambio di Duncan Robinson.
L’ala azzurra ha confessato di aver studiato spesso il gioco del cecchino da Michigan:
«Negli ultimi tre anni ho seguito molto Duncan Robinson, perché penso che il nostro set di abilità sia piuttosto simile. Ovviamente lui è un tiratore straordinario e ha fatto un lavoro eccezionale in tutti gli anni a Miami, e io l’ho sempre osservato: il modo in cui si liberava per tirare, e ho sempre desiderato fare qualcosa di simile. Credo di poter giocare un po’ sulle uscite dai blocchi, gli handoff, azioni del genere».
«Soprattutto la scorsa stagione è stata un po’ altalenante per me», ha aggiunto Fontecchio. «Venivo da un infortunio e da un intervento chirurgico al piede sinistro. Quindi ho passato l’intera estate e buona parte della stagione a inseguire la miglior condizione fisica. Penso di non essere mai stato al 100%. Ma, grazie al lavoro, negli ultimi due o tre anni mi sono sentito piuttosto a mio agio in NBA. Ora sto lavorando ancora di più del solito, dato che non ho problemi fisici, infortuni o altro, e posso davvero concentrarmi su me stesso, sulla mia salute e sul mio gioco. Era qualcosa che desideravo da tempo. Ma già prima sentivo di appartenere a questa lega e di poter fare la differenza nel mio ruolo. Non vedo l’ora di tornare a quel livello».
Fontecchio ha anche descritto la sua ammirazione per gli Heat, soprattutto per il gran lavoro del coaching staff sullo sviluppo dei tanti ‘undrafted’ passati per la Florida negli ultimi anni.





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