5 domande a… Scott Bamforth: “Non vedo l’ora di affrontare David Logan”

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L'intervista di LBA all'esterno di Pesaro: "Appena avuta la possibilità di tornare in Italia non ce la siamo fatta sfuggire"

Dopo una prestazione da 21 punti e 5 rimbalzi (con 25 di valutazione) a Brindisi e che ha trascinato la Carpegna Prosciutto Pesaro al primo successo stagionale, Scott Bamforth è stato il protagonista della rubrica “5 domande a…”, raccontandosi a 360 gradi e partendo dalla sua precedente esperienza in Italia in Sardegna.

Che tipo di atmosfera si respira a Pesaro dopo aver ottenuto la prima vittoria in campionato nell’ultimo turno contro la Happy Casa Brindisi?
“L’atmosfera che si respira a Pesaro è ottima. Abbiamo lavorato molto bene tutti insieme riuscendo a centrare la prima vittoria della stagione, io sento che sto trovando il giusto feeling con i compagni e loro con me, questo è un ottimo punto di partenza. Il coach sta facendo un lavoro incredibile con tutti noi cercando di trovare il giusto modo per farci coesistere, manda sempre messaggi positivi alla squadra; quando lavori bene tutti i giorni e ti alleni duramente tutti i giorni, automaticamente si iniziano a vincere le partite e tutto sembra girare nel verso giusto. Abbiamo vinto una partita nell’ultimo weekend, proveremo a fare lo stesso il prossimo, ma lo stato d’anima della squadra è quello giusto”.

Cosa ti ha spinto a ritornare in Italia a quattro anni dalla tua esperienza con il Banco di Sardegna Sassari?
“La mia prima esperienza qui in Italia, a Sassari, è stata incredibile. Mi è piaciuto molto stare lì, così come è piaciuto alla mia famiglia, loro adoravano il posto e sicuramente vivere sull’isola è diverso rispetto al vivere in qualsiasi altro posto. Io e i miei figli volevamo tornare in Italia: adoro il campionato, il modo in cui si vive qui, il cibo e tante altre cose, per questo ho sempre avuto in mente che prima o poi sarei tornato qui a giocare. Quest’anno si è presentata l’opportunità e ho pensato fosse proprio bello ritornare ponendomi l’obiettivo di disputare un’altra grande stagione”.

Che tipo di rapporto hai con coach Maurizio Buscaglia? Pensi abbiate già trovato una chimica particolare o la state costruendo giorno dopo giorno?
“Penso che il coach ed io stiamo continuando a lavorare entrambi per creare la nostra chimica vincente. Le relazioni e l’intesa giusta sono cose che non si costruiscono in così poco tempo perché bisogna avere familiarità con il modo di pensare l’uno dell’altro una volta entrati in sintonia. Il mio obiettivo rimane sempre quello di ascoltare, imparare e provare a soddisfare le richieste dell’allenatore. Con il tempo vorrei poter diventare un leader vocale e aiutare il coach, portare la sua parola in campo, capire chi sia lui e quale sia la sua personalità. Reputo coach Buscaglia un grande allenatore, un uomo in grado di saper creare il giusto rapporto con la squadra, una grande mente della pallacanestro e tutto questo si vede nel modo in cui ci allena. Sono convinto che con il passare del tempo il nostro rapporto crescerà e diventerà sempre migliore”.

C’è una squadra, una partita o un giocatore in particolare che non vedi l’ora di affrontare in questa stagione?
“In realtà non ho una squadra o un giocatore in particolare contro cui voglio giocare, però penso che negli ultimi anni e soprattutto quest’anno il campionato abbia acquisito un elevato numero di grandi giocatori nel ruolo di guardia e per questo motivo trovo che ogni partita sarà una vera e propria sfida. Per esempio la prossima partita sarà contro David Logan, sarà la prima volta che ci affronteremo da avversari. Lui è un giocatore davvero forte con una grandissima carriera alle spalle e per me sarà un privilegio poterlo affrontare, perché è da tanti anni sulla cresta dell’onda e ha sempre giocato a livelli alti. Sono questi i giocatori a cui ti ispiri e che guardi con ammirazione; certamente ce ne sono altri più giovani nel ruolo di guardia altrettanto talentuosi, per questo motivo ogni settimana devo allenarmi e rimanere concentrato per affrontarli al massimo delle mie energie. Al di là di tutto questo, il mio obiettivo è sempre quello di essere la versione migliore di me stesso e tirare fuori la prestazione che può aiutare la mia squadra a vincere. Quindi non si tratta di fare attenzione ad una squadra o ad un giocatore in particolare, ma mostrare sempre il massimo rispetto, essere pronti e preparati per affrontare tutti quanti”.

Segui una particolare routine pre-partita e hai una canzone o un genere musicale che ti aiuta a concentrarti prima di una gara?
“Cerco sempre di seguire la stessa routine pre-partita: vado allo shootaround, mi alleno con la squadra; poi torno a casa, mi riposo e dopo qualche ora mi sveglio. Non cambio mai le mie abitudini prima di una partita, perciò dopo aver fatto questo mi prendo un caffè, metto le cuffie e cerco di rilassarmi e concentrarmi ascoltando un po’ di musica. Questo mi aiuta a sentirmi libero dai pensieri, ad entrare nello spirito giusto, a pensare di fare bene le cose sul parquet. Principalmente la musica di Damian Lillard e di mia sorella Jazel sono ciò che mi fanno entrare nel perfetto clima partita”.

Fonte: LBA.