NBA Europe? Lo stato dell’arte dopo la notizia bomba di Marca

NBA Europe? Lo stato dell’arte dopo la notizia bomba di Marca

Un basket europeo nuovamente unito ma sotto il marchio NBA? E’ la notizia che gira vorticosamente da ieri sera, dopo quanto riportato da Marca

Un basket europeo nuovamente unito ma sotto il marchio NBA? E’ la notizia che gira vorticosamente da ieri sera, dopo quanto riportato da Marca.

Il prologo di questi giorni

Il trono di Jordi Bertomeu, a capo di EuroLeague, è come noto più che traballante. Messo alla porta del CDA nella scorsa stagione, anche il suo ruolo di CEO potrebbe decadere a fine stagione.

Al momento, non esiste un sostituto forte, non a livello mediatico almeno. Secondo le varie ricostruzioni giornalistiche, Barcellona, Real Madrid, Baskonia e Fenerbahce sarebbero le fedelissime del dirigente spagnolo. I nomi forti della rivoluzione, invece, Maccabi Tel Aviv, Panathinaikos e Olympiacos.

La notizia di Marca

Ora, la notizia di Marca a firma Sergio Fernandez e Guillermo Garcia. In questo passaggio la riportiamo per quella che è, senza commenti. I sette club in dissenso con la gestione Bertomeu (alle tre citate, vanno aggiunte le altre quattro società fondatrici, dunque Olimpia Milano, Zalgiris Kaunas, Efes e Cska) starebbero spingendo per un rientro nell’orbita FIBA, con il coinvolgimento di NBA.

La lega nordamericana creerebbe la sua quinta dimensione, dopo WNBA, G League e BAL (Africa). Si parla anche di un progetto nato ai tempi di David Stern, che tuttavia ipotizzava franchigie europee (Londra?), non un campionato europeo.

Le trattative sarebbero in corso, gli incontri frequenti, la svolta imminente. Ma non si dimentica neanche il principale ostacolo: l’accordo decennale da 630 milioni di euro con IMG, con scadenza 2026. Per romperlo, ogni club dovrebbe pagare 10 milioni di euro.

Due dati di fatto

NBA è interessata ai mercati esteri da sempre, non a caso da tempo ha un ufficio a Londra che studia sviluppi nel vecchio continente.

Una competizione in Europa ha peraltro un precedente nelle leghe professionistiche americane. Ci provò l’NFL, dal 1991 al 2007,  con la WLAF sostenuta dalle tasche delle franchigie USA stesse. Una sorta di G League che tuttavia vedeva al via anche Barcelona Dragons, Frankfurt Galaxy e London Monarchs. Il primo titolo finì nelle mani degli inglesi nel World Bowl 1991 contro Barcellona, allo stadio di Wembley.

Ma il progetto, come si può notare, è venuto meno con il tempo.

Le evoluzioni

FIBA e NBA hanno confermato l’esistenza di una serie di confronti in questi mesi, e la lega di Adam Silver si è detta «entusiasta nel partecipare a discussioni per lo sviluppo del basket in Europa». Non a caso, alcune settimane fa il Commissioner si incontrò con il presidente della LBA Umberto Gandini.

Nessuno ha parlato ufficialmente di una NBA Europe, ma al momento nessuno ha neanche presentato secche smentite sul merito.

La smentita è invece arrivata da EuroLeague Basketball, come dimostrano questi tre punti focali del comunicato rilasciato nella giornata odierna:

•I temi discussi nell’incontro non hanno mai incluso la creazione di una divisione NBA in Europa.

•Non si sono tenuti altri incontri per la trattazione del suddetto argomento.

• Il CEO di Euroleague Basketball Jordi Bertomeu non ha ricevuto alcuna lettera dal commissario NBA Adam Silver, come riportato erroneamente da Marca.

I rumors, da ieri sera, si sono moltiplicati, arrivando a paventare una rivoluzione già dalla prossima stagione. Al momento, secondo Sportando e anche Eurohoops, una simile rivoluzione non sarebbe all’orizzonte.

Il tema dei ricavi tiene banco nei confronti tra i club di EuroLeague. La gestione di Bertomeu è in discussione. Una commissione di cinque “saggi” (secondo quanto appreso da Sportando) valuta profili per la successione, con tuttavia una serie di altri argomenti da focalizzarsi nelle prossime settimane.

Possibile ritorno sotto l’egida FIBA? Eurohoops bolla il tutto come “fake news”. Per quanto ci riguarda, torniamo alle parole di mesi fa di Ettore Messna, nella lettera aperta ai potenti del basket europeo e mondiale. Una volontà di riapertura del dialogo, di armonizzazione delle componenti del movimento, non di rottura con uno di essi.

La situazione è in evoluzione, ma l’orizzonte potrebbe avere in serbo ben altro, ovvero un’armonizzazione tra le componenti e dei calendari, senza che una di esse, FIBA ed EuroLeague Basketball, debba per forza uscire di scena.

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