Sergio Scariolo, coach di Virtus Segafredo Bologna, ha rilasciato una bella intervista a Luca Muleo su Stadio. Ecco alcune delle sue dichiarazioni.
SUL COME ARRIVA LA VIRTUS AL MATCH
«Nella condizione in cui siamo e in cui sono in molti. La volontà però che tutto il movimento sta dimostrando è non abbassare la testa, non gettare la spugna, provare a continuare. Nessuno ora può prepararsi e competere nel modo migliore, ci sarà chi avrà più contraccolpi e chi meno. Più di tutto mi preoccupa non spremere quelli che avrebbero bisogno di non essere spremuti. Si rischiano infortuni seri».
SUL DUALISMO CON MESSINA
«Un esercizio artificiale che a noi non interessa. Tutti sanno qual è reale situazione dei nostri rapporti, noi meglio degli altri. Il problema nasce quando si vuole vedere in una rivalità sportiva, in una lotta per gli stessi obiettivi, un’ombra di acredine, di rancore. Entrambi facciamo di tutto perché la nostra squadra metta in difficoltà l’altra, questa è sana rivalità sportiva: i grandi avversari ti migliorano. Se uno vuole vedere altre tinte, da parte mia bussa alla porta sbagliata. In una partita così su tutto si può titolare, tranne che su Scariolo-Messina».
SU UN MATCH IN GRADO DI FISSARE LE GERARCHIE
«Assolutamente no, anche l’anno scorso si è visto come conta arrivare a giocarsela quando si decidono i titoli».
SULLA STAGIONE VIRTUS
«Diversi momenti molto buoni, un paio di mediocrità che nel processo di crescita possono verificarsi. Sappiamo dove migliorare, non solo quest’anno, soprattutto il prossimo. Per preparare una crescita definitiva, sostenibile. Io per natura vorrei vincere ogni gara, e giocando bene. Razionalmente so che devo essere più paziente. E’ chiaro che sono più contento di come la squadra gioca in attacco che in difesa, ma ho anche chiaro perché. Le caratteristiche dei giocatori, la perdita dei nostri pilastri difensivi, il clima di emergenza permanente impongono tempi più lunghi per raggiungere gli obiettivi tecnici».





Commenta
Visualizza commenti