Le peggiori trade “lose-lose” nella storia della NBA moderna

Questi sono alcuni tra gli scambi peggiori effettuati negli ultimi quattro decenni che hanno avuto esiti negativi per tutte le squadre coinvolte

Anni 2010

La Trade: l’11 Luglio 2012 i Phoenix Suns cedono Steve Nash ai Los Angeles Lakers in cambio di scelte al primo giro nei draft del 2013 e 2015 (in seguito convertito al 2018), e scelte al secondo giro nei draft del 2013 e 2014.

Nessuno poteva biasimare i Lakers per aver preso Nash.

Sebbene 38enne, nella stagione precedente con i Phoenix Suns aveva fatto registrare una doppia-doppia di media con 12,5 punti e 10,7 assist a partita. Visto che i Lakers non avevano abbastanza spazio salariale per firmare Nash al massimo, fu trovato un accordo per una sign-and-trade nella quale il due volte MVP ricevette un contratto triennale a 28 milioni di dollari.

Aggiungendo Dwight Howard un mese più tardi, i Lakers sembravano candidati al titolo potendo contare su Kobe Bryant, Nash, Pau Gasol e lo stesso Howard.

L’esito fu un’uscita al primo turno nel 2013 e una stagione da 15 partite per Nash nel 2013-14 prima che gli infortuni lo costringessero al ritiro.

Seppure avendo ricavato quattro scelte al draft in cambio di Nash, i Suns finirono per ottenere niente di significante per il loro processo di rebuilding. Otto anni dopo aver ceduto il play, nel frattempo inserito nella Hall of Fame, i Suns devono ancora riuscire a raggiungere la post-season.

             

La Trade: il 30 Agosto 2017 i Cleveland Cavaliers cedono Kyrie Irving ai Boston Celtics in cambio di Isaiah Thomas, Jae Crowder, Ante Zizic, una scelta al primo giro nel draft 2018 e una scelta al secondo giro nel draft 2020.

Prendere Irving per un azzoppato Thomas sembrò all’epoca un grande affare per i Celtics, specialmente considerato che la gravità dell’infortunio all’anca della loro point guard di 1.75m non era ancora molto chiara. Boston aveva accumulato scelte al draft da precedenti scambi con Brooklyn Nets e Memphis Grizzlies, perciò dare via una prima scelta non protetta ricevuta dai Nets sembrò un sacrificio sostenibile.

Quello che venne fuori furono due anni di infortuni e scarsa leadership da parte di Irving, che saltò per intero i playoff del 2018 prima di diventare free agent e andarsene nel 2019.

L’esperimento-Thomas non sarebbe potuto andare peggio per Cleveland, visto che anche il suo ritorno in campo a Gennaio non durò a lungo. Poichè la sua anca non fu mai sistemata chirurgicamente, Thomas fu un disastro in difesa e piazzò un 36,1% dal campo quando gli veniva chiesto di segnare. Durò appena 15 partite prima che i Cavs lo girassero ai Los Angeles Lakers in cambio di Jordan Clarkson e Larry Nance Jr., in quella che per L.A. fu una mossa per liberare spazio salariale.

Crowder fu ceduto ai Jazz dopo 53 partite e Zizic ha lottato contro gli infortuni ed è stato affossato sulla panchina di Cleveland per tre anni.

Anche se i Cavs almeno ottennero Collin Sexton tramite la prima scelta dei Nets, persero comunque in Irving uno dei migliori giocatori nella storia della franchigia, preparando il terreno per il successivo addio di LeBron nel 2018.

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Fonte: Bleacher Report.

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