È la Dinamo di Bucchi

Burnell: “So che non è stata la mia miglior stagione individualmente ma cercherò da qui alla fine di dare il massimo, giorno per giorno per fare un grande finale di stagione”

Non è una vittoria del peso specifico di quella con Milano, ma è una vittoria che vale sempre 2 punti e che permette alla Dinamo di continuare la sua corsa playoff in un campionato tiratissimo. Il successo con Treviso ha tanti risvolti positivi, dall’approccio della squadra al match, l’aggressività difensiva, la volontà di spezzare il ritmo agli avversari e di metterli in difficoltà, la circolazione di palla e il trovare a turno protagonisti diversi, anche se tutto parte dall’asse play – pivot.


Robinson e Bilan sono ormai una vera coppia, le accelerate del folletto di Nashville e l’intelligenza del centro di Sebenico producono una chimica letale, Russell e Sims vengono spazzati via, i 9 assist del play, i 24 punti con 10/11 del croato sono solo due statistiche che però rendono perfettamente l’idea. La spina dorsale della squadra di Bucchi è consolidata.


Il secondo quarto della Dinamo è di alto livello, palle sporcate, tuffi sul parquet, lotta a rimbalzo e circolazione di palla, il Banco si diverte ed è lì che costruisce il break che poi sarà decisivo. Burnell è fondamentale quando è dentro la partita: "So che non è stata la mia miglior stagione individualmente ma cercherò da qui alla fine di dare il massimo, giorno per giorno per fare un grande finale di stagione"


Anche quando tiri male da 3 punti e arrivi quasi a 20 punti di vantaggio con una squadra pericolosa che ha appena cambiato coach e vinto a Varese, significa che hai un’identità ben precisa, che hai delle basi solide su cui poggiare. La chiave sta nella continuità e nel peso che si dà al singolo possesso, cosa che è costata insieme ai rimbalzi offensivi due sconfitte brucianti a Reggio e Pesaro. Ma Sassari è brava a guardare oltre, a lavorare duro in palestra e ripresentarsi con il piglio della squadra che vuole arrivare ai playoff e arrivarci nel migliore dei modi. Kruslin ha dato grandi garanzie dal punto di vista difensivo, Gentile, nonostante il virus che lo ha debilitato, sarà una pedina chiave nel finale di campionato così come Diop che permette di avere un’alternativa a Bilan anche dal punto di vista tattico, mentre Bendzius (assolutamente top player da quando c’è Bucchi) sta recuperando dopo il ko e l’assenza di Pesaro. Segnali da Treier che potrebbe essere un piccolo valore aggiunto vista la sua capacità di aprire il campo con il tiro da 3 punti e di marcare anche giocatori più grossi. Rimane il professor Logan a cui non va assolutamente detto niente anche quando in due partite spacca il ferro, il popolo biancoblu lo conosce benissimo e in questa stagione è stato determinante più volte (decisivo almeno in 6-7 partite) ed è un plus notevole per un ragazzo che a 39 anni dimostra ancora di poter fare la differenza.


È la Dinamo della difesa, della lotta a rimbalzo, del duo Robinson – Bilan, dei tiratori che possono spaccare la partita e dei giocatori di squadra che sono determinanti per solidità e capacità di coinvolgere i compagni.


Sabato alle 12 ci sarà la cosiddetta prova del 9, la battaglia infinita con Venezia, un successo e il 2-0 negli scontri diretti sarà la pietra miliare nella corsa ai playoff, ci vorrà una partita da Dinamo spinta dal proprio pubblico, è la chiave di volta del finale di stagione.


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