Gaddo: “La nostra stagione tra alti e bassi. Ma il progetto viene prima dei due punti”

Rudy Gaddo
Rudy Gaddo Dolomiti Energia Trentino Trento - Virtus Olidata Bologna LBA Legabasket Serie A Unipol 2025/2026 5^ giornata Trento, 01/11/2025 Foto BarbaraSilvestri / Ciamillo-Castoria

Il direttore sportivo dell’Aquila Basket, ospite di Radio Sportiva, parte dalla sconfitta con Napoli per raccontare la filosofia del club: giovani, crescita e una visione orientata al lungo periodo.

La sconfitta contro Napoli fotografa bene l’inizio della stagione di Trento, ponendosi anche come punto di partenza per ragionare sul progetto dell’Aquila Basket. Ospite di Radio Sportiva, il direttore sportivo Rudy Gaddo ha analizzato il momento della Dolomiti Energia a 360 gradi.

Sul match di Napoli

Proprio dalla partita contro la squadra di Repesa parte la sua riflessione. «Il terzo quarto di Napoli è stato lo specchio di quella che è stata la nostra stagione: la partenza è stata buona, poi però gli avversari ci ha travolto con un’ondata di fisicità e talento». Un avversario di alto livello, come conferma la sua posizione di vertice sia in campionato sia in EuroCup, ma anche una prestazione che racconta la discontinuità che ha condizionato finora la stagione di Trento.

Alti e bassi che, secondo Gaddo, sono una conseguenza quasi naturale delle scelte di costruzione del roster. «Siamo abituati a lavorare con giovani stranieri emergenti e giovanissimi italiani che devono ancora conoscere la pallacanestro professionistica». Una scommessa che porta con sé inevitabilmente qualche discontinuità: alle grandi prestazioni possono alternarsi passaggi a vuoto anche vistosi. Il tutto senza perdere di vista la direzione. «I nostri principi e obiettivi sono salvezza, sviluppo e sfida: tre S che sintetizzano dove vogliamo andare in un panorama come quello della Serie A che oggi presenta un livello sempre più alto».

Sul progetto Aquila

La crescita, però, non può fermarsi alle dichiarazioni d’intenti. Deve trovare spazio nelle rotazioni e nelle scelte quotidiane. «Non prendiamo i giovani per farli giocare soltanto negli ultimi minuti», sottolinea Gaddo, che aggiunge: “Abbiamo scelto Alessandro Rossi tenendo conto del suo percorso nelle nazionali giovanili, costellato di successi e caratterizzato dalla capacità di lavorare con ragazzi nelle fasce d’età precoce”. A Trento, del resto, anche il ruolo dei giovani viene interpretato in modo diverso: «Un giocatore come Alessandro Bertini viene ingaggiato come veterano, non come un ragazzo alla prima esperienza in campionato». Accanto a lui ci sono Niang e Hassan, ormai stabilmente nelle rotazioni, oltre a Medina Bouza e Cattapan. E poi i ragazzi dell’Academy, inseriti di volta in volta per concedere loro un assaggio del campo e accompagnarne il percorso di crescita, con la prospettiva, per qualcuno, di arrivare in futuro anche al mondo universitario statunitense.

Resta infine il tema dei risultati, inevitabile in una squadra che scende in campo ogni settimana per competere. Ma anche qui Gaddo invita a guardare oltre la classifica. «I due punti non possono essere un obiettivo in sé, perché, considerando le risorse a disposizione, non avremmo diritto di pensare di competere a un certo livello. Certo, nessuno nel mondo dello sport va in campo per perdere, ma la nostra visione è più orientata al lungo periodo. Il nostro vantaggio competitivo vuole essere credere nei giovani, fare qualcosa che nel mondo di oggi si fa sempre di meno. Così la partita della domenica non è soltanto una caccia ai due punti, ma il riflesso di lavoro costruito nel tempo.”

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