Aleksander Sekulic: Adesso è il momento che altri giocatori facciano un passo avanti

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Aleksander Sekulic non si fida di Olimpia Milano. Il tecnico del Barcellona ha parlato alla vigilia della sfida di EuroLeague in programma questa sera alle 20.30

Aleksander Sekulic non si fida di Olimpia Milano. Il tecnico del Barcellona, alla vigilia della sfida di EuroLeague in programma questa sera alle 20.30 all’Unipol Forum, ha sottolineato la qualità della formazione di Peppe Poeta, nonostante l’unica vittoria conquistata dai biancorossi nelle prime sei giornate.

«L’EuroLeague è una stagione lunga, quindi non credo che in questo momento possiamo già dire quali squadre appartengano alla parte bassa della classifica. Non direi che Milano non sia una buona squadra. Ha grandi tiratori ed è forte sia in difesa sia in attacco. Nelle ultime quattro partite sta giocando meglio, soprattutto dopo la sconfitta contro il Maccabi», ha spiegato Sekulic, secondo quanto riportato da Mundo Deportivo.

Il tecnico sloveno ha poi affrontato il tema delle difficoltà difensive del Barcellona, reduce dal pesantissimo 113-89 contro Joventut Badalona. I blaugrana hanno già subito almeno 100 punti in cinque occasioni in questa stagione: «Tutti vorrebbero vedere meno punti, ma anche il basket di oggi è così. Ci sono molti più tiri da tre e non è facile fare in modo che gli avversari tirino meno».

Sekulic ha parlato anche del calo di rendimento offensivo di Kevin Punter, uno dei principali riferimenti della squadra: «Punter è stato molto costante all’inizio della stagione, quindi ogni avversario dedica grandi sforzi a fermarlo. Adesso è il momento che altri giocatori facciano un passo avanti e approfittino di questa situazione».

Il Barcellona resta una squadra in costruzione e l’allenatore non lo nasconde: «Dobbiamo individuare gli errori che continuiamo a commettere senza correggerli e continuare a crescere come squadra».

Infine, un messaggio ai propri giocatori sul valore dell’EuroLeague: «Devono godersi ogni partita, perché non dovrebbero considerarla un lavoro, ma un privilegio: quello di giocare a basket a questo livello contro i migliori giocatori d’Europa».

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