Jeremy Senglin si racconta: “Non vedo l’ora di essere parte di questo gruppo”

La guardia: “Spero di essere un’ulteriore luce positiva per il momento della squadra e mi impegnerò al massimo per tutto il tempo in cui sarò in questa città”

Appena giunto nella Marca, il nuovo arrivato Jeremy Senglin racconta il suo entusiasmo per questa nuova avventura europea, la sua volontà di inserirsi nel gruppo guidato da coach Marcelo Nicola; ricorda le sue precedenti esperienze al Palaverde e richiama l’attenzione per il derby di domenica.

Jeremy, innanzitutto benvenuto a Treviso! Quali sono le tue prime sensazioni e quanto sei contento di iniziare questa nuova avventura?

Grazie per il benvenuto! Le mie prime impressioni si basano sulle prime partite che il coach e lo staff mi hanno inviato. La squadra ha iniziato la stagione molto bene, c’è molta sintonia tra i compagni in campo: non vedo l’ora di scoprire com’è anche fuori dal campo e di esserne parte. Sono sempre entusiasta di iniziare qualcosa di nuovo. Ormai ho giocato un po’ ovunque in Europa e il campionato italiano è una delle leghe più competitive, quindi sono contento di tornarci a giocare.

Arrivi in una squadra che ha già iniziato il proprio percorso in campionato: come pensi di poterti inserire nel gruppo e trovare rapidamente la giusta intesa con i tuoi nuovi compagni?

Il gruppo si allena insieme ormai da due mesi, hanno già costruito una certa sintonia. In passato mi sono già unito a stagione in corso a Reggio Emilia lasciando la Spagna ed ero riuscito a inserirmi abbastanza velocemente in quel gruppo. Non è mai facile integrarsi in una squadra che è già in fase avanzata, ma la prima impressione che ho avuto dallo staff è che mi stiano tutti aspettando per accogliermi a braccia aperte e farmi sentire parte della famiglia. Il mio compito ora è portare alla squadra quello che serve e non disturbare il ritmo in cui si sta già muovendo il gruppo.

Sei un veterano del basket europeo ed italiano: che contributo potrai dare alla squadra?

Sì, questo sarà il mio ottavo anno in Europa e ho giocato in quasi tutti i campionati con molte squadre diverse. Quello che posso portare è sicuramente la mia leadership e la mia esperienza, che sono aspetti che non si possono insegnare, ma con cui posso aiutare i miei compagni e dare loro il buon esempio. In campo il mio punto forte è sicuramente il tiro e sono pronto a mettere a disposizione la mia creatività come sostegno alla squadra. Dato che la stagione di Treviso è già iniziata bene, dovrò essere bravo a riconoscere il mio ruolo e a non interferire con il “flow” del gruppo, apportando il mio contributo in modo positivo, sia in fase offensiva sia difensiva.

Con le maglie di Reggio Emilia e Brindisi sei già venuto al Palaverde: quali sono i tuoi ricordi di quelle partite?

Mi ricordo di quando sono venuto a giocare al Palaverde con la maglia di Brindisi. Era un momento complicato per Treviso, non avevano vinto molte partite fino a quel punto della stagione: mi ha molto stupito il fatto che i tifosi riempissero il palazzetto e incitassero la squadra dal primo all’ultimo minuto, creando un’atmosfera pazzesca, nonostante mancassero i risultati. Questo dimostra l’amore che il pubblico trevigiano nutre per questo club e per questo sport. Da avversario, posso assicurare che non è mai semplice giocare al Palaverde: in mezzo a un clima del genere, è anche difficile sentire quello che ti dicono il coach o i compagni. 

La prima partita sarà però il derby in casa di Venezia: sai che per queste squadre è una partita speciale?

So che Venezia e Treviso sono molte vicine geograficamente. Ricordo la rivalità tra le due piazze dalla mia esperienza in LBA e sono consapevole di quanto siano sentiti i derby in Italia. Sicuramente è una partita che richiede un’attenzione particolare su ogni piccolo dettaglio, fuori ma soprattutto dentro al campo. L’atmosfera sarà incredibile e sono questi i match in cui un giocatore ha voglia di esserci e di mettersi in mostra. Sono partite difficilmente dimenticabili.

Infine, che messaggio vuoi mandare al pubblico biancoazzurro?

Sapendo cosa vuol dire giocare a Treviso da avversario, non vedo l’ora di scendere in campo con il calore dei tifosi dalla mia parte. Dall’annuncio del mio arrivo mi sono arrivati già molti messaggi di affetto da parte del pubblico e voglio ringraziarli per l’accoglienza a braccia aperte che mi stanno riservando. Spero di essere un’ulteriore luce positiva per il momento della squadra e mi impegnerò al massimo per tutto il tempo in cui sarò in questa città.

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