Houston vive su due calendari. Quello di Kevin Durant, a 38 anni, impone di sfruttare subito ogni occasione. Quello di Şengün, Amen Thompson, Jabari Smith Jr. e Reed Sheppard lascia ancora spazio allo sviluppo. La sfida dei Rockets è far coincidere le due traiettorie, trasformando i progressi individuali in risultati quando il livello si alza.
Il ritorno di Fred VanVleet può dare una struttura più affidabile all’attacco: gestire il ritmo, limitare le palle perse e alleggerire Durant nei finali. Şengün deve rendere la propria creatività utile anche contro difese preparate a togliergli le soluzioni preferite. Thompson può generare vantaggi con atletismo e pressione sul ferro, ma il suo tiro condiziona gli spazi per tutti. Il rientro di Adams e l’arrivo di Smart aggiungono esperienza a un gruppo già molto fisico.
Houston possiede strumenti per mettere in difficoltà qualsiasi avversaria: difesa, rimbalzo offensivo e capacità di imporre contatti. Per vincere una serie importante servirà anche produrre buoni tiri quando la prima azione fallisce. Durant può risolvere molti possessi, ma la crescita dei Rockets si misurerà dalla qualità delle alternative. È lì che i giovani devono rendere immediatamente utile il proprio futuro.





Commenta
Visualizza commenti