Attilio Caja: “A Roma sta già vincendo il basket”

Attilio Caja Maxima Roma - Napoli Basketball LBA Sisal Club 2026-2027 Roma, 27/09/2026 Foto A. De Lise/ Ciamillo-Castoria

In un’intervista al Corriere della Sera, l’ex allenatore della Virtus Roma ha analizzato il ritorno della pallacanestro nella Capitale, le prospettive della Maxima e della BC Roma e le chiavi del derby.

Intervistato da Valerio Vecchiarelli sul Corriere della Sera, Attilio Caja ha analizzato le due nuove realtà capitoline, sottolineando l’importanza del ritorno al PalaEur e le opportunità offerte dal derby per avvicinare nuovi appassionati alla pallacanestro.

Anche per lei il derby sarà un viaggio alla scoperta di sensazioni sconosciute?

«Diciamo che il derby è una partita speciale per noi che siamo immersi nella cultura delle rivalità cittadine, dei guelfi e ghibellini. Credo che i giocatori stranieri non sappiano di cosa stiamo parlando e poi questo sarà un derby anomalo, tra due squadre che ancora devono mettere radici nella passione cittadina. Non per questo meno interessante, anzi, secondo me è stupendo che alla partita andranno tanti appassionati, non per tifare una o l’altra, ma per godere di uno spettacolo. E questo è già un successo enorme, credo anche inatteso per interesse e proporzioni».

Una novità per Roma, ma anche una grande opportunità per la pallacanestro.

«Già il fatto che il PalaEur torni a essere la casa del basket per me è qualcosa di storico, un ritorno a origini gloriose per un luogo che le ultime generazioni consideravano esclusivamente come un posto dove andare ai concerti».

Si può già fare un primo bilancio?

«Se c’è un risultato eccezionale che le due nuove realtà hanno già ottenuto è sul piano della comunicazione e del marketing. Potevano rischiare di predicare nel deserto, invece hanno fatto una campagna di promozione aggressiva, intelligente, hanno saputo trasmettere un messaggio accattivante dal quale può trarre beneficio l’intero mondo della pallacanestro italiana».

Caliamoci nei panni del tecnico: cosa abbiamo visto dalla panchina in questo primo scampolo di stagione?

«Due squadre con grandi individualità, con una spiccata vocazione offensiva. La prima che riuscirà a mettere a punto anche un sistema difensivo efficace, unito alle buone idee che già si sono viste in attacco, potrà togliersi belle soddisfazioni».

Vizi e virtù della BC Roma?

«Per quel poco che abbiamo visto al momento ha un piccolo vantaggio, perché ha già gerarchie chiare con Nico Mannion che si è calato perfettamente nella parte di uomo guida, con una doppia dimensione di realizzatore e di creatore di gioco per gli altri. Adesso bisognerà vedere come in questo sistema saprà inserirsi Olynyk, il cui valore è extralarge per il campionato italiano. Se si adeguerà in fretta, farà la differenza».

E della Maxima?

«È solo un passo indietro perché deve chiarire al suo interno la leadership, con Holiday e Moon che a fronte di potenzialità tecniche straordinarie, ancora non hanno trovato un equilibrio. Fino a oggi quel ruolo di guida ha provato a interpretarlo Bilan, un fattore per quello che fa e riesce a fare per gli altri. Ma per un centro è più complicato diventare un riferimento all’interno delle delicate dinamiche di una squadra».

Scopriremo qualche novità nel derby?

«Sono sempre partite piacevoli, ma più per i tifosi che per i protagonisti. Ricordo l’attesa spasmodica a Varese quando dovevamo affrontare Cantù oppure le sfide tra Virtus e Fortitudo Bologna. Questo, invece, sarà un derby per appassionati di basket che ancora devono scegliere se schierarsi dall’una o dall’altra parte. Sono sicuro che la scelta alla fine la detteranno i risultati. Domani chi saprà interpretare una gara difensiva e prendere il controllo dei rimbalzi potrebbe lanciare un primo messaggio ai propri, potenziali, tifosi. Non so chi vincerà, ma so che a Roma sta già vincendo il basket».

Leggi anche

Gli ultimi commenti

Hot news