Roma ritrova il derby dopo 46 anni
Dopo 46 anni, Roma si prepara a vivere nuovamente un derby in Serie A. Al PalaEur si sfideranno Maxima Roma e BC Roma, in una partita che sta riportando il basket al centro dell’attenzione nella Capitale. Persino le radio romane hanno ricominciato a parlare di pallacanestro.
Valerio Bianchini, presidente onorario della BC, percepisce chiaramente l’entusiasmo che circonda l’evento, come racconta a La Repubblica.
«L’intensità la sto sentendo tutta, anche se qui a Roma di derby siamo un po’ tutti neofiti. Le stesse tifoserie non sono ancora ben identificate. Ma una cosa non manca di sicuro: l’entusiasmo».
Per Bianchini, il ritorno del basket di Serie A nella Capitale non è una sorpresa: «Io ho sempre avuto la sensazione che Roma avesse voglia di basket dopo sei anni senza Serie A e che tutto il sistema avesse voglia di riavere Roma. Non a caso l’NBA nel suo progetto europeo ha incluso anche la Capitale».
Il ricordo della grande Virtus degli anni Ottanta
Bianchini individua nell’asse Milano-Roma una delle pagine più belle della storia della pallacanestro italiana.
«Roma ha quattro milioni di abitanti, un bacino enorme lasciato a riposo per troppo tempo. Su quell’asse si è vissuta forse la pagina più bella del nostro basket. Noi contro loro, negli anni Ottanta».
Alla guida della Virtus Roma, Bianchini conquistò scudetto, Coppa dei Campioni e Coppa Intercontinentale, con una squadra che poteva contare su nove giocatori romani.
Il tecnico ricorda anche i derby disputati in Serie B con la Stella Azzurra contro la Lazio, allora allenata da Nello Paratore, uno dei pionieri del basket italiano. Nonostante la differenza di livello tra le squadre, la Lazio riusciva regolarmente a battere la Stella Azzurra.
«Mi lamentai. Dissi: “Nello Paratore è pigro, si impegna contro di noi e poi perde contro tutti gli altri”. La cosa non fu molto carina da parte mia», racconta sorridendo.
Il PalaEur e le impronte di Jerry West e Oscar Robertson
Il PalaEur occupa un posto speciale nei ricordi di Bianchini. Nel 1977 la sua squadra iniziò ad allenarsi nell’impianto, che all’epoca era ancora in condizioni di abbandono.
Il coach raccontò ai giocatori più giovani che sul parquet erano rimaste le impronte di Jerry West, Oscar Robertson e dei grandi della nazionale statunitense campione olimpica.
La risposta di un ragazzo fu però decisamente romana: «Coach, te credo, ’sto campo non l’hanno mai spazzato».
«Questo è lo spirito romano, ti riporta in un attimo con i piedi per terra. Da Roma non sono più andato via», ricorda Bianchini.
Per il derby sono attesi almeno 6.000 spettatori, in un palazzetto che può ospitarne 12.000.
Nico Mannion, Totti e il progetto della BC
Il leader della BC è Nico Mannion, che Bianchini definisce «un giocatore incantevole». Anche sua madre, Gaia Bianchi, che vive a Ostia, è già una grande tifosa della squadra. Bianchini conosce inoltre il padre di Mannion, Pace, per essersi affrontati in campionato.
Dall’altra parte c’è anche Francesco Totti, presenza che aggiunge al confronto una dimensione legata alla tradizione calcistica romana.
Bianchini sottolinea però la specificità del progetto della BC, guidato dal presidente Donnie Nelson, figlio del leggendario allenatore NBA Don Nelson.
«È figlio di uno dei più grandi allenatori della storia del basket, scomparso poche settimane fa. È stato tra i primi a portare i grandi europei in NBA, a Dallas. Nowitzki e Doncic sono stati Mavs. Anche lui, Doncic, fa parte del nostro gruppo e di quell’aristocrazia sportiva che ha deciso di investire su Roma».
Bianchini racconta anche che Luka Doncic è già stato a Roma, dove ha giocato in un campetto con alcuni ragazzi e incontrato le autorità locali.
«È sloveno e sa cosa vuol dire giocare al di qua dell’Oceano, giocare col cuore, con l’anima».
NBA Europe o EuroLeague? «Vogliamo durare nel tempo»
Il progetto della BC è accompagnato anche da qualche scetticismo, legato all’idea che nel basket l’amore dei tifosi non possa essere comprato con gli investimenti.
Bianchini risponde sottolineando l’importanza della solidità economica nel professionismo.
«Nello sport servono grandi investimenti. Il vero professionismo produce profitto, non debito. L’NBA interviene in Europa anche perché l’EuroLeague è in crisi, i club fanno fatica a far quadrare i bilanci».
Alla domanda sul rischio che il progetto possa interrompersi qualora la BC non entrasse nella futura NBA Europe, Bianchini chiarisce la posizione della società:
«Non so quali siano le intenzioni dall’altra parte. Per quanto ci riguarda, Donnie Nelson ha voluto investire proprio su Roma per durare nel tempo. EuroLeague o NBA, non cambierebbe».





Commenta
Visualizza commenti