Alla vigilia dell’esordio in campionato contro Venezia, il presidente di Cantù Roberto Allievi ha parlato al Corriere della Sera degli obiettivi della squadra, del rapporto con il territorio e della crescita dei giovani.
«Non abbiamo i favori del pronostico davanti a colossi quali Olimpia Milano, Virtus Bologna e Reyer Venezia Mestre. E però magari una spinta a conquistare qualche bella impresa, proprio sconfiggendo una delle big del torneo davanti al nostro pubblico, potrebbe arrivare dall’entusiasmo per il novantesimo anniversario dell’Acqua San Bernardo Cantù, nostro sponsor principale, e dall’inaugurazione, tra pochi mesi, della nuova Arena».
Quanto è importante il legame con il territorio?«Noi abbiamo la bellezza di 130 sponsor, in maggioranza di questa stessa geografia: imprenditori di qui, e la loro non è soltanto una vicinanza economica. Danno soldi e noi di rimando diamo visibilità, ma resta, o quantomeno sono convinto che resti, un’adesione sincera, un’adesione appassionata alla nostra filosofia, al nostro modo di fare sport, alle nostre politiche di formazione dei giovani. Siamo dotati di una significativa determinazione e, altrimenti, non riusciremmo a mantenere questi livelli gareggiando con le migliori formazioni d’Italia. Siamo consapevoli, proprio pensando alle dimensioni di Cantù, di vivere una magica avventura da quasi un secolo, ne siamo onorati e non abbiamo intenzione di privarcene».
La squadra è stata profondamente rinnovata. È un rischio?Allievi non nasconde le difficoltà di una preparazione estiva caratterizzata da diverse sconfitte, ma guarda con fiducia al lavoro di Francesco Vitucci e al nuovo gruppo affidato alla leadership di Semaj Christon.«Ha le chiavi della squadra, deve gestire il nostro gioco, compiere le scelte che dovranno fare la differenza. Rappresenta la piena maturità sportiva che deve per forza esserci in un team: noi puntiamo a raggiungere una salvezza senza troppo patire».
E allo stesso tempo Cantù continua a puntare fortemente sui giovani.«Cantù è votata alla crescita dei ragazzi, lo ripeto. Abbiamo Simone Ventura, che ha compiuto la trafila delle formazioni giovanili, ha 17 anni ed è un gran prospetto. Non deve avere fretta bensì, come sta avvenendo, avanzare passo dopo passo. È il nostro modo d’intendere il basket e ci piace proseguire così».





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