A cinque anni dall’ultima presenza di Roma in Serie A, il massimo campionato italiano torna ad avere due squadre nella Capitale. Da una parte la BC Roma, progetto legato a Donnie Nelson e Luka Doncic, con Valerio Bianchini presidente onorario; dall’altra la Maxima Roma di Paul Matiasic.
La BC Roma debutterà sabato a Treviso, mentre domenica la Maxima affronterà Napoli al PalaEur. Sullo sfondo c’è anche il successo dell’Olimpia Milano in Supercoppa italiana contro Venezia, arrivato dopo un tempo supplementare.
In questo nuovo scenario si inserisce Andrea Bargnani, oggi executive advisor di Legabasket. Il “Mago” collabora con il presidente Maurizio Gherardini allo sviluppo del movimento e di un nuovo modello di business per il basket italiano.
Bargnani: “L’NBA sposterà capitali e porterà nuovi investitori”
Secondo Bargnani, l’arrivo di NBA Europe può rappresentare un’opportunità importante per il movimento italiano.
“Farà del bene al movimento, sposterà capitali e coinvolgerà nuovi investitori che senza questa possibilità probabilmente non sarebbero entrati nel sistema”.
L’ex giocatore dei Toronto Raptors sottolinea anche il significato della nascita delle due nuove realtà romane:
“C’era un gran fermento, tante richieste attorno a una piazza che non vedeva la Serie A da cinque anni. A prescindere dal fatto che io sia romano è una cosa molto positiva”.
Per Bargnani, una città come Roma può contribuire a sviluppare un modello che vada oltre il semplice risultato sportivo, puntando anche su intrattenimento e nuove opportunità commerciali.
“Il nostro basket non può sopravvivere solo di sport, ma anche di intrattenimento e di una serie di aspetti commerciali finora poco esplorati. Se il nostro basket vuole espandersi, è da lì che bisogna passare”.
“Il mix tra grandi città e provincia può farci decollare”
Bargnani riconosce però il ruolo storico della provincia nel basket italiano. Lui stesso è cresciuto cestisticamente a Treviso, dove Riccardo Pittis gli diede il soprannome di “Mago”.
“So bene quanto la provincia faccia parte del Dna del nostro basket. È il mix di entrambe le dimensioni che può farci decollare”.
Il tema riguarda anche la capacità delle nuove squadre di Roma di costruire una propria identità e una propria base di tifosi.
Secondo Bargnani, la passione va costruita sul territorio attraverso i rapporti con i numerosi settori giovanili della Capitale, coinvolgendo prima i ragazzi e poi le loro famiglie.
“Sarà una bella sfida anche questa. Io mi sono appassionato andando ai miei tempi a vedere la Virtus Roma. È una fase cruciale, e l’NBA bussa, anche a Roma”.
“L’NBA per me è famiglia”
Bargnani ha poi ricordato il significato personale dell’NBA, vent’anni dopo essere diventato il primo europeo scelto con la prima scelta assoluta del Draft.
“L’NBA per me è famiglia, è ciò che mi ha cambiato la vita. Me ne sento ancora adesso parte”.
Il Draft del 2006 rappresentò uno dei momenti decisivi della sua carriera:
“Fino a tre anni prima non sapevo nemmeno cosa fosse un Draft, è stata la sera sliding doors della mia vita”.
Bargnani ha poi ricordato le esperienze vissute a Toronto e New York e i grandi giocatori con cui ha condiviso il parquet, da Kobe Bryant e LeBron James a Kevin Garnett, Tim Duncan e Carmelo Anthony.
“Jokic è un extraterrestre”
Interpellato sul paragone tra il suo profilo da lungo versatile e quello di Nikola Jokic, Bargnani ha citato Dirk Nowitzki come uno dei pochi giocatori della sua epoca con caratteristiche simili.
Su Jokic, invece, il giudizio è netto:
“Nikola invece lasciamolo alla sua dimensione di extraterrestre, fuori categoria”.
“Mai pensato di tornare a giocare”
Dopo il ritiro nel 2017, Bargnani è rimasto lontano dai riflettori del basket professionistico e non ha mai realmente preso in considerazione un ritorno sul parquet.
“Mai pensato, ma ho fatto la mia vita, lavorato, studiato tanto, coltivato passioni e visto tanto basket dal vivo o in tv. Ora ho accettato la proposta del presidente di Lega Maurizio Gherardini di lavorare con lui. In questi panni sto molto bene”.
Bargnani e la scelta tra NCAA ed EuroLeague
Infine, l’ex numero uno del Draft ha parlato dei giovani europei che ricevono offerte dalle università americane.
Secondo Bargnani, dal punto di vista strettamente cestistico l’EuroLeague permette una crescita maggiore, grazie al confronto immediato con giocatori esperti.
“Certamente in Europa, in Eurolega in particolare, si cresce di più cestisticamente: si gioca da subito contro vecchi volponi”.
Allo stesso tempo, Bargnani sottolinea il valore dell’esperienza universitaria americana:
“Però la scelta di vita è straordinaria: quei campus, quella grandezza. Sono decisioni personali, giuste in ogni caso”.
Fonte: La Repubblica, intervista di Cosimo Cito.





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