La lettura de La Stampa sul match perso da Tortona contro Venezia mette in evidenza soprattutto la capacità della Reyer di rimanere dentro la partita anche quando la Bertram sembrava avere il controllo. L’Umana viene descritta come una squadra capace di esprimere una «più fluida circolazione di palla» e di trovare con continuità soluzioni attraverso giocatori come Wiltjer e Watson.
Sul fronte opposto, il quotidiano individua nelle palle perse e nella mancanza di affiatamento alcuni dei principali problemi della Bertram. Gli errori vengono ricondotti a una squadra ancora alla ricerca dei giusti automatismi, ma anche alla pressione di una partita particolarmente sentita, giocata davanti al proprio pubblico. La Stampa parla infatti di «qualche sbavatura di troppo» e di un affiatamento «ancora da curare».
Nonostante le difficoltà iniziali, Tortona viene comunque riconosciuta capace di trovare contromisure, anche attraverso quintetti più piccoli. In particolare, il rendimento di Bortolani al tiro e la crescita dell’impatto di Gorham dentro l’area permettono alla squadra di Fioretti di aumentare la propria efficacia. La difesa a metà campo diventa così un elemento determinante per costruire il vantaggio all’intervallo.
Il passaggio decisivo, nella lettura de La Stampa, arriva però all’inizio della ripresa. La Reyer riesce a cancellare rapidamente il distacco approfittando di una Bertram descritta come «sonnacchiosa in uscita dagli spogliatoi, poco dinamica e precisa nelle esecuzioni in attacco». È qui che Venezia trova il modo di colpire nei punti giusti e cambiare nuovamente l’inerzia della gara.
Anche la fase difensiva veneziana viene giudicata determinante nel finale: La Stampa parla di una Bertram «soffocata dalla difesa veneta», costretta ad affidarsi soprattutto ai canestri dalla media di Olejniczak per rimanere in partita.





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