La Supercoppa ha dato un primo indizio sui rapporti di forza tra Olimpia Milano e Virtus Bologna. Come accaduto un anno fa, è stata la squadra meneghina a partire con il piede giusto, superando nettamente la formazione bianconera e confermandosi, almeno per quanto visto in questa prima uscita, la squadra da battere dopo i tre trofei conquistati nella scorsa stagione.
Il risultato va comunque letto considerando il momento dell’anno. La Virtus è ancora un cantiere aperto, con coach Álex Mumbrú arrivato da poche settimane e diversi giocatori ancora alle prese con l’inserimento nel nuovo sistema. Il rendimento al tiro è stato particolarmente negativo e, come sottolinea la Gazzetta dello Sport, «la Virtus ha bisogno di tempo per crescere».
Rispetto alla semifinale della Supercoppa 2025, però, la sensazione è che il divario tra le due squadre possa essere aumentato, si legge sulla rosea. Dodici mesi fa Milano aveva infatti avuto bisogno di un supplementare per eliminare Bologna, prima di conquistare il trofeo contro Brescia. Questa volta il successo è arrivato in maniera più netta.
La Virtus è stata costruita per raggiungere il massimo rendimento con il passare delle settimane, puntando soprattutto sull’atletismo dei propri giocatori. Tra questi c’è Wendell Moore, protagonista di una serata al di sotto delle aspettative nel suo debutto ufficiale. L’Olimpia, al contrario, sembra avere una struttura già pronta per competere ad alto livello fin dall’inizio.
Grande attenzione è stata riservata a Moses Wright, autore di una prestazione che conferma le aspettative legate al suo arrivo. L’ex Zalgiris ha immediatamente mostrato la propria fisicità, trovando anche i primi punti stagionali con una spettacolare schiacciata. «Un centro così in campionato avrà poche contromisure», è la considerazione riportata dalla Gazzetta.





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