Peppe Poeta, allenatore dell’Olimpia Milano, ha parlato a il Domani in un’intervista realizzata da Giorgio Burreddu alla vigilia della Supercoppa italiana.
Sulla Supercoppa contro la Virtus Bologna e sull’obiettivo della squadra.
“La verità è che noi siamo un po’ indietro. Ma è un trofeo e vogliamo alzarlo”.
A settembre conta più vincere o capire la squadra?
“Sarà una tappa di avvicinamento a una stagione molto impegnativa. Però è chiaro che vincere è meglio che perdere. Abbiamo fatto tre allenamenti di squadra, i nazionali si sono aggregati il 9 settembre e abbiamo otto giocatori nuovi. L’importante è giocare con entusiasmo. È contagioso e ti aiuta nei momenti di difficoltà”.
Sul triplete conquistato nella scorsa stagione.
“Il momento in cui ho sentito il feeling è stato quando abbiamo vinto la Coppa Italia. Arrivavamo da un momento diffìcile. Il ci siamo compattati, abbiamo reagito e abbiamo portato a casa la Coppa Italia con la pressione di dover vincere. Poi abbiamo fatto tre o quattro mesi di alto livello, finendo con playoff eccellenti”.
Vincere è facile quando sei all’Armani?
“La verità è che non è affatto così. Il Reai Madrid erala favorita per il titolo in Spagna e ha perso, il Monaco lo era in Germania e ha perso. Vincere non è mai facile. Anche quando sei favorito”.
Sulla stagione alle porte.
“I miei primi due anni da capo allenatore sono andati oltre ogni più rosea aspettativa, sia quello di Brescia sia l’anno scorso. Perciò mi auguro di vivere un campionato divertente e competitivo e di provare a competere in Eurolega per emozionare i nostri tifosi. Il calendario? È folle. È un tema di cui tutti parlano, però alla fine nessuno si prende la responsabilità. Per i giocatori è un carico enorme”.”.
L’Eurolega resta il grande obiettivo.
È chiaro che l’Eurolega è il sogno di tutti: il mio, della proprietà, della gente. Fare i playoff è un sogno. Però bisogna avere la consapevolezza. Ci sono sei o sette squadre di altissimo livello. Bisogna fare una stagione al limite della perfezione”.
Su Nba Europe e sul futuro del basket italiano.
“Sarà fondamentale avere strutture fruibili e che diano lustro all’evento. Non deve essere solo la partita di pallacanestro, deve essere un evento completo. Quindi palazzetti, esperienza, accessibilità. E lavorare sulla fanbase. andare nelle scuole, allargare la base, educare lafanbase. Epoi bisogna valorizzare il prodotto: contenuti, personaggi, racconto. Sono i tre valori principali su cui la Lega sta già lavorando egregiamente”.
Come sta il campionato italiano?
“Sta tornando tra i più importanti d’Europa. Merito anche di Olimpia e Virtus che per tanti anni hanno fatto un po’ da traino al movimento. Tortona, Venezia, le due Roma, Napoli, Varese tante realtà hanno alzato l’asticella. E Roma è tornata caput mundi nel basket. C’è questo appeal legato anche al progetto Nba Europe e spero che Roma possa farne parte. Però ci tengo a spezzare ima parola a favore dei tifosi di Cremona e di Bresda, due ritta importanti nella mia carriera. Spero che presto la pallacanestro tomi a farla da padrona in due città con una grande passione”.
Sul rapporto con Ettore Messina.
“Gli sarò sempre grato. È l’allenatore che ha creduto in me prima ancora che ci credessi io come allenatore. Ha fatto tanto per questo club e io ho imparato tanto da lui. Per la sua esperienza negli Usa gli auguro il meglio”.





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