La lezione imparata a Cleveland
Mike Gansey ha spiegato che l’approccio adottato dai Philadelphia 76ers nelle trattative per Jaylen Brown nasce dalla sua esperienza ai Cleveland Cavaliers, dove ricopriva il ruolo di general manager.
Il proprietario dei Cavaliers, Dan Gilbert, chiedeva regolarmente a Gansey e al suo staff se avessero esplorato ogni possibile strada per arrivare a un determinato obiettivo.
“Ci sono state alcune trade che abbiamo concluso dopo due anni di lavoro, semplicemente perché continuavamo a chiamare. Continuavamo a verificare la situazione e alla fine riuscivamo a ottenere quel giocatore. Non ha sempre funzionato, ma volevamo essere sicuri di aver fatto tutto il lavoro necessario”, ha raccontato Gansey.
I Sixers non hanno mai mollato Brown
La stessa filosofia ha guidato Philadelphia nella corsa a Brown. I Sixers sapevano di non essere tra le prime squadre contattate da Boston quando iniziarono a svilupparsi le discussioni sul mercato, ma continuarono comunque a mantenere i contatti.
Secondo le fonti, la strada preferita dai Celtics prevedeva inizialmente di inserire Brown in un’operazione più ampia finalizzata alla ricerca di Giannis Antetokounmpo. Philadelphia, però, ha continuato a monitorare la situazione.
Quando Boston ha perso la corsa ad Antetokounmpo, finito ai Miami Heat, gli equilibri sono cambiati. Il nome di Brown era già emerso pubblicamente nelle discussioni di mercato e Boston era arrivata al punto di doverlo cedere.
Philadelphia era considerata una sorpresa
Anche a quel punto, i Sixers si consideravano una soluzione improbabile. L’aspettativa era infatti che Boston preferisse cedere un giocatore del calibro di Brown, All-NBA, a una squadra della Western Conference piuttosto che a una rivale della propria division.
Quando il mercato di Brown ha iniziato a raffreddarsi, Philadelphia è rimasta al tavolo e alla fine ha deciso di non lasciarsi sfuggire l’affare per una scelta al primo giro dei Clippers del 2028.
“Il processo per parlare con Boston di Jaylen è durato un paio di settimane. Abbiamo fatto sapere che eravamo interessati e poi siamo andati avanti da lì. Siamo semplicemente rimasti nel giro e, quasi senza accorgercene, eravamo sulla linea delle cinque yard. Abbiamo continuato a battere il chiodo ed esprimere il nostro interesse”, ha spiegato Gansey.
Brown alla base dell’assalto a LeBron
La trade per Jaylen Brown si è rivelata poi il punto di partenza per la successiva offensiva dei Sixers sul mercato, culminata nella ricerca di LeBron James.
Un’operazione che ha contribuito a trasformare l’estate di Philadelphia in una delle più significative nella storia recente della franchigia.
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