Andrea Bargnani e il ritorno della Serie A a Roma
Andrea Bargnani non ha mai dichiarato ufficialmente il proprio ritiro dal basket giocato, ma guarda ormai al futuro con un nuovo ruolo all’interno della pallacanestro italiana. Il Mago ne ha parlato a Il Messaggero.
L’ex prima scelta assoluta del Draft NBA 2006, selezionato dai Toronto Raptors, è oggi Executive Advisor della Lega Basket, con un incarico trasversale che spazia dalla comunicazione alla parte commerciale.
Romano e tifoso della Virtus Roma, Bargnani ha parlato del ritorno della Serie A nella Capitale, che dopo sette anni di assenza può contare nuovamente su due squadre: BC Roma e Maxima Roma
“Io sono di Roma e sono stato tifoso della Virtus Roma. Sulle due nuove squadre è banale dire che il bacino della capitale ha un potenziale molto ampio, anche se culturalmente è meno strutturato rispetto a prima. Non so dire al 100% se questo nuovo modello sarà il modello vincente, come in futuro la Nba Europe, ma il modello che c’è oggi nel basket europeo va migliorato e vale la pena provarci con questa nuova sfida”.
BC Roma e Maxima Roma, la sfida per conquistare i tifosi
Il percorso delle due nuove realtà romane è iniziato in salita, anche per il rapporto con una parte della tifoseria storica della Capitale.
Bargnani comprende le perplessità di alcuni tifosi della Virtus Roma, ma sottolinea come le operazioni che hanno portato alla nascita delle nuove squadre siano pienamente legittime.
“Tanti tifosi della Virtus non si riconoscevano con la Virtus 1960, oggi leggo tanti commenti su queste due squadre e in parte li comprendo. Nel 1994 fu la stessa Virtus Roma a comprare un titolo e chi ha subito questa operazione non è stato certamente felice. Però, è tutto legale, è tutto organico. Sul ritardo la domanda va fatta a loro, è normale che ci sia un periodo di assestamento, ma ora i roster sono stati completati e la stagione entra nel vivo. Da romano mi aspetto che facciano vedere una bella pallacanestro. Ora servirà lavorare sul marketing e sui brand e con la targetizzazione di fasce più giovani per portarli al Pala Eur e al Palazzetto dello Sport”.
Bargnani sul progetto NBA Europe
Uno dei temi centrali dell’intervista è anche il progetto NBA Europe, destinato a rappresentare una delle principali novità nel panorama della pallacanestro europea nei prossimi anni.
Bargnani invita il movimento ad affrontare il progetto con apertura, sottolineando soprattutto le possibilità economiche e di sviluppo che potrebbe portare.
“E’ una novità che va accettata con positività da tutto il movimento, ci saranno investitori che sono disposti a investire miliardi e non lo fanno per beneficenza. Nessuno può dire se sarà la soluzione finale e decisiva, ma a guardare la situazione attuale, soprattutto per i bilanci, è un modello. Penso che nessuno possa dire che sia perfetto ma si può migliorare sotto tanti punti di vista. E’ troppo facile parlare della storicità del basket, ma cosa stanno difendendo esattamente? I proprietari quanto spendono attualmente e a volte senza ricavi? Nba Europe può essere una potenzialità”.
“Milano resta la favorita”
Bargnani ha poi parlato anche degli equilibri della Serie A italiana, indicando l’Olimpia Milano come principale favorita per la stagione.
“L’Olimpia ha un budget molto più importante di altri e resta la favorita, ad agosto è così. Tra qualche mese, risentiamoci e vediamo come sta andando la stagione”.
Il nuovo ruolo in Lega Basket
Bargnani ha infine spiegato anche in cosa consiste il suo nuovo incarico all’interno della Lega Basket.
“Il mio ruolo è trasversale, dalla comunicazione alla parte commerciale e creiamo delle cose dal niente come ad esempio il torneo uno contro uno. Sono a contatto con tutti i reparti grazie al rapporto che ho con Gherardini. Ci sono delle cose a cui tengo molto, ma sono ancora in fase embrionale”.
Bargnani: fiducia nella Nazionale di Luca Banchi
L’ex giocatore NBA ha espresso inoltre grande fiducia nei confronti del nuovo corso della Nazionale italiana guidata da Luca Banchi.
“Banchi non mi ha mai allenato, ma conosciamo la sua attenzione al progetto e la mania che ha per il basket, dedito al duemila per cento come Gigi Datome. Il disegno fatto dal presidente Petrucci è ottimo, a livello di struttura e professionalità sembra molto importante, poi servono i giocatori e quelli vanno in campo. Ma il futuro secondo me è roseo già da queste qualificazioni”.
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