Nenad Trajkovic, ex assistente di Dusko Ivanovic alla Virtus Bologna, ha rilasciato un intervista a Basketball Sphere in cui ha parlato dell’ultima stagione della Vu Nere. Segue un estratto delle dichiarazioni.
Il crollo della Virtus.
«Si è infortunato Pajola e poi anche Luca Vildoza, quindi praticamente non avevamo più né un playmaker né una buona difesa. L’intensità è calata, Edwards ha iniziato a giocare da playmaker perché non avevamo nessun altro, fatta eccezione per Daniel Hackett, che è più anziano, e a quel punto è crollato tutto».
Nenad Trajković ha poi continuato.
«Pajola portava un’intensità elevata anche agli allenamenti grazie alla sua difesa, ed era importante perché anche Duško è molto esigente durante le sedute. Pretende che tutti difendano, mentre alcune stelle avevano iniziato a prendere gli allenamenti alla leggera. Duško Ivanović non lo permetteva e la chimica della squadra si è rotta.
Quando il giocatore più costoso non dà quello che dovrebbe dare, si crea una brutta energia e una cattiva atmosfera. Ivanović non gli permetteva di giocare il tipo di basket che voleva lui, ma quello che voleva Duško. È da lì che è nato tutto il caos».
La partenza di Dusko Ivanovic.
«È finita come è finita e Duško se n’è andato. Non è stato esonerato, se n’è andato. Non sono rimasto particolarmente sorpreso perché so chi è Duško Ivanović. È un grande allenatore, dotato di grande autorità. Non scende a compromessi né sulle sue richieste né sul suo carattere. Non sono rimasto sorpreso che sia successo. Quando se n’è andato, mi sono dimesso immediatamente e sono andato via con lui».
Il budget della Virtus.
«La Virtus non aveva un budget sufficientemente alto, soprattutto rispetto alla precedente stagione, quando era decisamente maggiore. Sono partiti giocatori importanti, mentre ne sono arrivati altri che non erano dello stesso livello. Il messaggio per tutte le squadre che giocano in EuroLeague è che è impossibile affrontare questa competizione con 10 giocatori di valore».





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