Jason Kidd: “Ero a un passo dagli Spurs, ma scelsi la lealtà ai Nets”

L’Hall of Famer racconta il retroscena del 2003: San Antonio era pronta a sostituire Tony Parker, ma Kidd decise di restare nel New Jersey.

Nel 2003 i San Antonio Spurs furono vicinissimi a mettere a segno uno dei colpi più clamorosi della loro storia. Prima di costruire la dinastia guidata da Tim Duncan, Tony Parker e Manu Ginobili, la franchigia texana tentò infatti di ingaggiare Jason Kidd, allora considerato il miglior playmaker della NBA.

Intervenuto al podcast “All The Smoke”, Kidd ha raccontato di essere stato molto vicino a firmare con gli Spurs, reduci dalla vittoria delle Finals proprio contro i New Jersey Nets.

“Ero dentro. C’era solo una piccola cosa che mi frenava: dovevo stare lì a guardarvi ricevere gli anelli dopo aver appena perso contro di voi. Ma era solo una partita. Pensavo che l’avremmo superata e che avremmo avuto altre occasioni per vincere.”

Alla base della sua scelta ci fu soprattutto la volontà di restare fedele al progetto costruito nel New Jersey.

“C’era un senso di lealtà. Avevamo costruito qualcosa nel New Jersey e pensavo davvero che potessimo arrivare fino in fondo.”

Kidd ha però ammesso di non conoscere ciò che stava accadendo dietro le quinte della franchigia.

“Non sapevo cosa sarebbe successo dal punto di vista societario. L’anno dopo iniziarono a parlare della cessione di Kenyon Martin e da lì tutto è crollato molto rapidamente.”

Guardando indietro, l’ex MVP dell’All-Star Game non ha dubbi:

“Essere uno Spurs? Ci sono andato davvero, davvero vicino.”

Se l’operazione fosse andata in porto, San Antonio avrebbe probabilmente rinunciato a Tony Parker, che invece sarebbe diventato uno dei simboli della dinastia capace di conquistare quattro titoli NBA insieme a Duncan e Ginobili.

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