NBA Europe e Varese, Amirante: “L’identità sarà la chiave nel nuovo scenario”

Luis Scola OpenJobMetis Varese vs Givova Scafati, LBA Lega Basket Serie A UnipolSAI 2022/2023 giornata 29, Varese 30/04/2023, Foto Fabrizio Bertani/Ciamillo-Castoria

L’esperto di diritto sportivo spiega le possibili implicazioni giuridiche del nuovo progetto e il ruolo della storia dei club nel futuro del basket europeo.

Stefano Amirante, intervistato da Giuseppe Sciascia su La Prealpina analizza il possibile impatto di NBA Europe sotto il profilo normativo e legale. L’avvocato varesino, con una lunga esperienza nel diritto sportivo, ha approfondito gli aspetti regolamentari che potrebbero accompagnare la nascita del nuovo progetto.

Amirante, partiamo dalla base giuridica: società, franchigia e titolo sportivo sono sinonimi?
“No. Sono tre oggetti giuridici distinti, con tre regimi diversi. La società, Pallacanestro Varese, è il soggetto di diritto: soci, organi, bilanci. Il titolo sportivo è una posizione nell’ordinamento federale italiano: ciò che consente di giocare la Serie A organizzata dalla LBA. La franchigia è un’altra cosa ancora: una posizione contrattuale in una lega privata transnazionale, NBA Europe, fatta di diritti di partecipazione, licenze, quote di ricavi, voto negli organi, senza un equivalente tipizzato nel nostro ordinamento. E dico subito una cosa: Varese, la convivenza tra identità e strutture diverse, l’ha già praticata nella sua storia. È un patrimonio operativo che pochissime piazze in Europa hanno”.

Quest’estate due titoli di Serie A hanno lasciato Cremona e Brescia per Roma. Cosa hanno dimostrato quelle operazioni?
“Che nel basket italiano il titolo sportivo circola: è la differenza rispetto al calcio, dove la cessione è vietata salvo ipotesi specifiche. Sono state usate due tecniche giuridiche diverse e lo stesso risultato: da Cremona si è mossa la società stessa, trasferimento di sede e poi cambio di proprietà e denominazione; da Brescia è circolato il titolo, ceduto a una società diversa. Entrambe approvate dal Consiglio Federale, come l’ordinamento consente. Il punto che riguarda Varese è questo: il legame tra una squadra e la sua città non gode di protezione ordinamentale. Vive solo se qualcuno lo scrive nelle carte. Ed è esattamente ciò che, dalle ricostruzioni pubbliche, la dirigenza varesina ha fatto: ha negoziato l’identità come condizione, non come dettaglio. Leggendo quelle garanzie, si vede la mano di chi sapeva cosa stava proteggendo”.

Quando si ragiona di un ingresso in NBA Europe si parla sempre di investitori. Che tipo di impostazione avrebbe senso, per una piazza come Varese?
“Su due piani distinti. Il piano economico-finanziario ha i suoi specialisti: chi muove risorse di quella dimensione sa perfettamente cosa fa. L’altro piano – campionato, federazione, licenze, contratti, identità – è quello che rende possibile il primo: senza, il progetto non esiste. Non è un dettaglio di contorno, è la condizione. Le due operazioni di quest’estate raccontano una strada, quella del titolo che si muove. Ce n’è una terza, meno battuta e più impegnativa: la società storica che viene sostenuta. Resta se stessa – proprietà, gestione tecnico-sportiva, denominazione federale, campionato a Masnago – e porta al tavolo ciò che non si acquista: una competenza tecnica e sportiva e 80 anni di identità. Persino il nickname all’americana, se arriverà, qui ha già un precedente felice, gli anni dei Roosters e chi ha memoria sa con quale Stella coincisero”.

Come conciliare i regolamenti all’americana di NBA Europe con l’ordinamento italiano?
“Tante regole sono ancora da scrivere. Governance, regole di partecipazione, struttura della lega sono dichiaratamente in definizione. Ed è il passaggio più affascinante, perché lì avverrà una traduzione giuridica senza precedenti: meccanismi tipicamente americani – il sistema delle franchigie, i contratti standard, i tetti salariali – dovranno essere adattati a un ordinamento italiano ed europeo che funziona in modo diverso. Parlo di diritto del lavoro sportivo, libera circolazione, regole di concorrenza. È il nucleo tecnico dei prossimi anni. Le domande sul tavolo sono identificabili già oggi – a chi farà capo la franchigia e in che forma si strutturerebbe un apporto economico di quella dimensione, come si coordinerà il doppio piano LBA–NBA Europe dai calendari ai tesseramenti, quale sarà la posizione della federazione – e sotto ci sono parecchi altri strati, ma non è questa la sede. Varese si presenta a quella fase con un vantaggio raro: sa già chi è. E le regole migliori le scrive chi non deve prima decidere la propria identità”.

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