Dopo l’apertura del tavolo tecnico tra FIP, Legabasket Serie A e Lega Nazionale Pallacanestro per valutare una riforma del sistema cestistico italiano, iniziano a emergere le prime idee sul futuro dei campionati.
Secondo quanto riportato da La Prealpina, il progetto avrebbe come orizzonte temporale i prossimi tre anni e prevederebbe cambiamenti strutturali soprattutto per le categorie inferiori alla Serie A.
La massima serie sarebbe quella meno coinvolta dalla riforma: l’unica modifica allo studio riguarderebbe l’aumento della capienza minima richiesta per gli impianti, che passerebbe dagli attuali 3.500 ai 4.500 posti.
Il cambiamento più significativo riguarderebbe invece la Serie A2, che potrebbe tornare a essere un campionato professionistico, come accadeva ai tempi della LegAdue prima della riforma del 2013. Tra i nuovi requisiti ci sarebbe anche l’obbligo di disputare le partite in palazzetti con almeno 3.500 posti, rispetto ai 2.000 attuali.
Rimarrebbe invariato il numero delle squadre: 16 in Serie A e 20 in A2, con due promozioni e due retrocessioni. La vera rivoluzione riguarderebbe però il terzo livello, con l’ipotesi di una nuova Serie A Dilettanti che prenderebbe il posto dell’attuale B Nazionale.
L’idea – si legge sul quotidiano – sarebbe quella di creare un campionato di sviluppo sul modello della G-League NBA, dedicato alla crescita dei giovani italiani. Tra gli scenari valutati ci sarebbe l’obbligo di schierare almeno cinque Under 23 a referto, con due giocatori eleggibili per la Nazionale.
Fonte: La Prealpina





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