Il ruolo di Dylan Harper nella prossima stagione è destinato a essere uno dei temi più caldi dell’estate dei San Antonio Spurs. La guardia scelta con la numero 2 al Draft 2025 aveva già manifestato durante la stagione una certa insoddisfazione per il proprio minutaggio e secondo ESPN il suo entourage potrebbe spingere per un posto nello Starting Five.
Harper ha visto crescere progressivamente il proprio ruolo nel corso della stagione, fino a diventare uno dei migliori alleati di Wembanyama sul palcoscenico delle NBA Finals.
Le sue prestazioni, sommate a quelle piuttosto negative di De’Aaron Fox, suggerirebbero una promozione tra i primi 5. Tuttavia, all’interno della franchigia texana non sembrano esserci dubbi sul ruolo dell’ex Kings. Anche per una questione di opportunità, dato che la prossima stagione sarà la prima prevista dalla ricca estensione quadriennale da 229 milioni di dollari.
Fox ha vissuto Finals difficili, tirando con il 34.3% dal campo e il 25% da tre punti, ma gli Spurs continuano a considerarlo una figura fondamentale per leadership ed esperienza. Che ha risolto diversi finali di partita nel corso della regular season, ed è arrivato ai playoff in condizioni fisiche imperfette.
Per quanto riguarda la offseason, la priorità degli Spurs è aggiungere un paio di ‘pezzi’ al frontcourt, sfruttando anche il desiderio di molti giocatori di fare coppia con Wembanyama.
Il Front Office può contare su diversi asset, comprese le scelte N.20, 35,42 e 44 nel prossimo Draft. Coach Johnson ha invitato tutti a non mettere troppa pressione sul suo giovane gruppo, arrivato forse troppo presto all’appuntamento con le Finals.
“Le squadre che vivono questo tipo di situazioni di solito hanno un gruppo di giocatori che gioca insieme da tempo”, ha spiegato Johnson. “Molto spesso questo emerge nei momenti più lenti della partita e nei finali. Per questi ragazzi è stata la prima volta davanti a una situazione del genere. Di solito questi gruppi migliorano molto nel secondo e nel terzo anno. Poi certo, tutti siamo chiamati a migliorare individualmente, sia noi allenatori che i giocatori”.





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