RIMINI – Battaglia vera al PalaFlaminio in gara 4 di finale, ma alla fine la Tezenis Verona espugna il parquet romagnolo per 75-83 e conquista meritatamente la promozione in Serie A. La Dole Rimini regge finché il suo totem Camara resta a protezione del tabellone, ma l’uscita per cinque falli del centro africano nel finale spalanca l’area pitturata ai veneti, trascinati nel momento cruciale da due triple consecutive di uno scatenato Zampini.
In avvio di partita, coach Ramagli sceglie la mossa a sorpresa nel quintetto veronese rinunciando inizialmente a Johnson per schierare McGee, Zampini, Loro, Serpilli e Poser, mentre Dell’Agnello risponde con Denegri, Marini, Leardini, Alipiev e Camara. La partenza degli ospiti è col botto grazie alle precise conclusioni dall’arco di McGee, a cui risponde immediatamente Alipiev con la stessa moneta prima di un improvviso blackout dei due attacchi. L’inerzia del match passa però rapidamente nelle mani di Verona, capace di allungare di prepotenza fino al +14 alla prima sirena sul punteggio di 16-30 grazie alle giocate di Baldi Rossi e Ambrosin.
Il secondo quarto si apre con i continui errori al tiro dei romagnoli, non sfruttati a dovere da una Tezenis distratta. L’attacco di Rimini si accende allora sull’asse Tomassini-Camara, sopperendo alla temporanea latitanza sul parquet di Denegri e Marini. Proprio il risveglio di Denegri e l’onnipresenza del solito Alipiev infiammano il PalaFlaminio, propiziando la grande rimonta dei padroni di casa. Quando anche Marini inizia a timbrare il cartellino, il ricongiungimento si completa sulla sirena dell’intervallo lungo con la tripla del pareggio firmata da Tomassini per il 44-46 ospite.
Al rientro dagli spogliatoi la partita si imbruttisce notevolmente a causa di difese arcigne e mani addosso su ogni azione. Camara impatta subito a quota 46, mentre sul fronte opposto dà finalmente segni di vita Johnson dopo aver sbagliato l’impossibile. La Dole è però in striscia positiva e sorpassa sul 54-52 grazie a una piroetta con gioco da tre punti di Marini, seguita dalla tripla del +5 di Simioni che costringe Ramagli al time-out. Con Zampini e Loro ancora fuori dal gioco, ci pensa McGee a non far scappare i romagnoli, prima del jolly allo scadere di un anonimo Monaldi che fissa il 61-61 di fine terzo quarto.
L’ultimo periodo si apre ancora nel segno di Monaldi per il nuovo vantaggio veneto, rimpinguato da McGee e Poser fino al 66-71. Rimini si aggrappa nuovamente alla coppia Camara-Alipiev per ribaltare il punteggio sul 72-71 a cinque minuti dalla fine. Nel finale sale l’agonismo: Zampini schiaccia in faccia a Camara ma rimedia un tecnico per esultanza esagerata, poi a meno di tre minuti dal termine lo stesso Camara commette il suo quinto fallo. Senza il proprio centro titolare, Dell’Agnello è obbligato al quintetto piccolo e Verona ne approfitta subito. Zampini piazza due triple spezzagambe consecutive per il 75-81 a 52 secondi dalla fine e, nonostante la sua successiva espulsione per doppio tecnico, Rimini non riesce a compiere l’ennesimo miracolo. Verona controlla la situazione e fa partire la festa per il ritorno in Serie A.
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