Il futuro della Virtus Bologna prende forma tra riduzione del budget, nuovo allenatore da scegliere e profonda trasformazione del roster. Secondo La Gazzetta dello Sport, il club bianconero ha già imboccato una strada precisa: meno costi, più giovani, più scommesse da valorizzare e una forte impronta italiana.
La linea raccontata dalla Gazzetta dello Sport parte da un dato centrale: la continuità degli assetti societari non dovrebbe impedire un ridimensionamento economico importante. Il budget della Virtus andrebbe verso una riduzione tra un quarto e un terzo rispetto alla stagione appena conclusa, con una scelta tecnica conseguente: costruire una squadra meno costosa, più giovane e più orientata alla valorizzazione.
Dentro questa nuova dimensione servirà prima di tutto un allenatore coerente con il progetto. La Gazzetta dello Sport indica Francesco Tabellini come il candidato più chiacchierato da tempo: reduce dall’esperienza in EuroLeague a Parigi, è nato come coach proprio nelle giovanili della Virtus. Il nome di Paolo Galbiati appare invece più difficile, mentre resta da capire se Nenad Jakovljevic, subentrato a Dusko Ivanovic, possa avere reali possibilità dopo il finale di stagione.
Il roster, intanto, è destinato a cambiare in profondità. Sempre secondo la Gazzetta dello Sport, lasceranno Bologna il capitano Alessandro Pajola, in scadenza, Carsen Edwards, Nicola Akele, già nel mirino di Milano e poi preso, oltre ad altri profili come Alen Smailagic, Yago Dos Santos e probabilmente Luca Vildoza. Anche le richieste di Matt Morgan sono alte, mentre il futuro di Saliou Niang resta condizionato dall’incognita NCAA.
La base di ripartenza sarà italiana. La Gazzetta dello Sport cita le conferme di Daniel Hackett, Momo Diouf e Francesco Ferrari, eterogenee per età ma centrali per dare continuità e identità al nuovo ciclo. A puntellare il gruppo dovrebbero arrivare Davide Casarin, in uscita da Cremona, Tommaso Baldasso, in uscita da Tortona, e Assane Sankare, ala del 2007 impegnata con Rimini nella corsa promozione.
La stessa direzione viene confermata e ampliata dal Corriere di Bologna, che parla di una riduzione del budget intorno al 30%, probabilmente fino a rendere quello bianconero uno dei più bassi dell’intera EuroLeague. Il quotidiano bolognese individua un’idea di roster da sette italiani e sette stranieri, con l’obiettivo di mantenere competitività abbassando in modo netto il monte costi.
Il Corriere di Bologna considera già sicuri quattro innesti: Rasheed Bello, Davide Casarin, Tommaso Baldasso e Kevin Kokila. Bello, play americano classe 2003, dovrebbe essere il play titolare dopo l’ottima stagione da rookie in Europa ad Anversa. Kokila, centro franco-angolano reduce dall’EuroCup vinta con Bourg-en-Bresse, arriverebbe invece in prestito da Dubai per completare il reparto lunghi.
Sul fronte conferme, il Corriere di Bologna aggiunge anche i nomi di Diarra e Alston, con ragionamenti aperti per l’estensione contrattuale e una priorità indicata sul centro africano. Il quadro è quello di una Virtus che vuole ripartire da una base giovane, fisica e sostenibile, senza però rinunciare completamente all’esperienza rappresentata da Hackett e dagli italiani già presenti.
Il nodo più delicato resta quello dei punti nelle mani. Con le possibili partenze di Edwards e Morgan, serviranno almeno un paio di stranieri capaci di produrre in attacco. Il Corriere di Bologna segnala l’interesse di Parigi, Zalgiris e Maccabi per Edwards, mentre anche Morgan sarebbe seguito dallo Zalgiris. È qui che si misurerà davvero la capacità della Virtus di restare competitiva pur cambiando scala economica.
Capitolo allenatore: il Corriere di Bologna apre a uno scenario più ampio rispetto alla pista Tabellini. Galbiati era tornato d’attualità quando sembrava possibile una sua uscita dal Baskonia, poi rientrata. Sasa Obradovic avrebbe rifiutato, mentre restano nella lista profili come Velimir Perasovic, Dusan Alimpijevic, più complicato per il buyout con il Besiktas, e la suggestione Petteri Koponen, nome dal forte legame con l’ambiente virtussino.
Sul presente pesa il rammarico per una stagione chiusa tra infortuni e delusione playoff. Il Corriere di Bologna riporta le parole del dg Paolo Ronci, che ha ricordato gli stop di Pajola, Morgan, Alston e Vildoza: «Ci sarebbe piaciuto giocare al completo». Ronci ha poi rivendicato il ciclo recente, con due scudetti e tre regular season consecutive vinte, spiegando che la Virtus ha tutto per ripartire «con grande forza» e con il ruolo di guastatori.
La nuova Virtus nasce dunque da una doppia fotografia. La Gazzetta dello Sport racconta la direzione generale: budget ridotto, giovani, italiani, scommesse e possibile svolta tecnica con Tabellini. Il Corriere di Bologna entra invece nei dettagli operativi: riduzione vicina al 30%, innesti già definiti, roster da 7+7, nomi alternativi per la panchina e necessità di trovare stranieri con punti nelle mani.





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