Virtus Bologna, dopo gara-4 una reazione vera. Ma la bella dirà tutto

Daniel Hackett Dolomiti Energia Aquila Basket Trento - Virtus Olidata Bologna LBA LegaBasket Serie A Unipol 2025/26 Play Off - Quarti di Finale - Gara 4 Trento, 24/05/2026 Foto Sergio Mazza / Ciamillo-Castoria

La Virtus Bologna è ancora viva. E non è una formula retorica

La Virtus Bologna è ancora viva. E non è una formula retorica: dopo il crollo di gara-3 e il rischio concreto di uscire ai quarti, la squadra di Nenad Jakovljevic ha risposto con una prova di forza sul campo dell’Aquila Trento, vincendo 90-81 e riportando la serie sul 2-2. Domani in Fiera si giocherà la “bella”, con in palio la semifinale.

Il dato più importante è l’identità ritrovata. La Virtus ha giocato per almeno trenta minuti con concentrazione, fisicità e pulizia mentale: appena 2 palle perse nei primi 30 minuti, 41 rimbalzi complessivi, controllo dell’area e un terzo quarto dominante. È lì che la partita si è spaccata, con un parziale devastante che ha portato Bologna fino al +27.

Jakovljevic ha trovato una risposta tattica forte: fuori Yago Dos Santos, dentro più taglia, più chili, più presenza interna. La scelta di aumentare il tonnellaggio ha pagato. Saliou Niang, Momo Diouf e Aliou Diarra hanno cambiato il senso della partita, dominando vicino al ferro e togliendo a Trento la possibilità di invadere l’area. Diouf ha chiuso con 16 punti e 10 rimbalzi, Diarra con 11 punti e 7 rimbalzi in appena 11 minuti, Niang con una prova totale da 14 punti, 10 rimbalzi e 6 assist.

Poi c’è Carsen Edwards. Dopo le difficoltà precedenti, ha giocato la partita che la Virtus aspettava: 26 punti, 4 triple, leadership offensiva e anche uno sforzo difensivo più credibile. È stato lui a dare ritmo all’attacco, a tenere accesa la squadra e poi a chiudere dalla lunetta quando Trento ha provato l’ultima rimonta.

Perché il punto debole resta quello: la Virtus non ha ancora cancellato i suoi blackout. Dal +27 è arrivata fino al +7 negli ultimi minuti, concedendo a Trento un rientro che non ha mai davvero riaperto la partita, ma che resta un segnale. In una gara-5, una pausa così può costare la stagione. E anche il 15/25 ai liberi è un dato da correggere subito.

Il presidente Massimo Zanetti ha parlato di grinta, reazione e voglia di vincere «a tutti i costi». Jakovljevic ha sottolineato l’approccio giusto, ma anche i “momenti bui” da eliminare. Sono due letture che si tengono insieme: la Virtus ha dato una risposta vera, da grande squadra, ma non ha ancora finito il lavoro.

Domani in Fiera servirà la stessa faccia dei primi trenta minuti di Trento, non quella dell’ultimo quarto. La Virtus ha più talento, più profondità e ora anche il fattore campo. Ma l’Aquila ha dimostrato di non morire mai. Gara-4 ha detto che Bologna può riprendersi la serie. Gara-5 dirà se saprà davvero farlo.

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