L’Olimpia Milano è la prima semifinalista dei playoff LBA 2026. La squadra di Peppe Poeta passa anche al PalaBigi, batte la Pallacanestro Reggiana 72-84 e chiude la serie sul 3-0, trasformando in un risultato netto un confronto più complicato di quanto dica il punteggio complessivo. Reggio era l’avversaria più scomoda possibile per un quarto di finale: squadra in grande crescita nel girone di ritorno, fisica, piena di energia, spinta da un pubblico caldo. Milano però ha avuto il merito di presentarsi con la faccia giusta.
Non è stata una partita perfetta, anzi. Il secondo quarto resta una macchia evidente: 30 punti concessi, attacco fermo, regia problematica, poche creazioni dal palleggio e un’inerzia finita tutta nelle mani di una Reggiana trascinata da un Riccardo Rossato clamoroso. Il 42-36 dell’intervallo raccontava una Milano in difficoltà, incapace in quel momento di controllare ritmo e vantaggi, con la necessità di cambiare subito energia.
La svolta è arrivata a inizio ripresa. L’Olimpia ha alzato la difesa, ha indurito i contatti, ha corso il campo e ha trovato quello che nei playoff spesso conta più di tutto: un parziale capace di spezzare le gambe all’avversario. Dopo i 30 punti subiti nel secondo quarto, Milano ne ha concessi 30 in tutta la ripresa. È qui che nasce la vittoria, prima ancora che nelle percentuali o nei nomi dei singoli. Quando la squadra di Poeta difende e corre, il suo talento diventa difficilmente pareggiabile in Italia.
Poi, naturalmente, c’è Armoni Brooks. Dopo due partite silenziose, l’MVP del campionato ha acceso la notte con 27 punti, 7/13 da tre, 6 rimbalzi e 5 assist. Una prova totale, da giocatore che sposta una serie e una stagione. Le sue triple nel terzo periodo hanno cambiato la partita, quelle nell’ultimo quarto l’hanno chiusa. Per vincere davvero servirà questo Brooks: aggressivo, presente, decisivo. E si capisce bene il dispiacere dei tifosi davanti all’ipotesi di un futuro lontano da Milano.
Accanto a lui, segnali pesanti da Leandro Bolmaro, brillante anche in attacco con 17 punti e 3/5 da tre, da Zach LeDay, solido con 16 punti, e da Shavon Shields, meno appariscente ma sempre dentro le pieghe della gara. Josh Nebo ha chiuso con 10 rimbalzi, confermando il peso fisico di una Milano che, anche quando non gioca bene, può dominare alcune aree decisive del campo.
Restano difetti noti, non cancellati dal 3-0: la regia continua a non dare certezze, l’attacco a metà campo può ristagnare e non sempre Ellis e Mannion riescono a mettere la squadra nelle condizioni migliori. Ma nei playoff non conta essere perfetti, conta trovare soluzioni. Per Milano la soluzione, oggi, è sempre la stessa: difendere, alzare il ritmo, trasformare recuperi e fisicità in campo aperto.
Il premio del 3-0 è enorme: una settimana di lavoro, recupero e preparazione prima della semifinale, mentre le altre devono ancora consumare energie. Poeta lo sa bene e ha parlato di una squadra «cinica e aggressiva», capace di vincere ancora una volta in difesa. Ora arriva il vero spartiacque dei playoff. L’Olimpia ci arriva per prima, con qualche imperfezione ancora da limare, ma anche con una certezza: se corre, nessuno ha il suo talento.





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