Intervistato da Giuseppe Sciascia su “La Prealpina”, Davide Alviti ha parlato della corsa ai playoff della sua Openjobmetis Varese: “Ci siamo messi nelle condizioni di aspettare i risultati degli altri campi senza eccessivi affanni. Peccato per l’occasione sprecata a Trieste, ma dopo quella partita abbiamo cambiato rotta sfruttando il fattore campo per metterci in una situazione favorevole. E ora concentriamoci su quel che possiamo controllare: comunque andrà, domenica sera saremo ancora ottavi”.
Varese è in striscia aperta di cinque vittorie consecutive in casa: “Sappiamo che spinta è in grado di dare il pubblico, abbiamo svolto un ottimo lavoro sotto questo profilo. Dobbiamo migliorare ancora tanto sulla gestione dei vantaggi, alla luce di quel che è accaduto domenica. Abbiamo il pregio di costruirli rapidamente o di operare rimonte altrettanto veloci, il difetto è che a volte li gettiamo via”.
Adesso Alviti è equilibratore e collante di Varese: “È un ruolo che ho sempre cercato di interpretare perché mi dà una dimensione da giocatore totale e non solo da specialista tiratore. Mi fa piacere che venga riconosciuta una dimensione che già interpretavo anche l’anno scorso dove però c’erano meno bocche da fuoco; quest’anno si vede maggiormente, anche per l’enorme fiducia dell’allenatore nei miei confronti”.
Alviti ha anche parlato di un suo futuro a Varese, considerando che l’Openjobmetis potrebbe tornare a disputare una competizione europea: “Fare le coppe cambia tanto: si giocano il doppio delle partite, è un’esperienza che arricchisce, uno stimolo importante e una bella vetrina. Vediamo come si evolverà la stagione, alla fine di tutto ci siederemo ad un tavolo con la società e vedremo. Ma sinceramente penso alle partite che mancano, confidando che non sia solo una, e magari possano diventare più di 4 negli eventuali playoff”.





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