Pippo Ricci, ala e capitano di Olimpia Milano, ha parlato con Fabrizio Ponciroli del Corriere dello Sport.
Sulle pressioni di Milano
«Quando giochi a Milano, tutti si aspettano che si vincano trofei. Il fatto di essere andati male in Eurolega condiziona l’ambiente: se non entri nei play-in e non vinci lo scudetto, qui a Milano è visto come un mezzo fallimento. Noi vogliamo sfruttare questa eliminazione dall’Eurolega come benzina per arrivare fino in fondo e vincere lo scudetto. Se non dovessimo portare a casa il tricolore, ci sentiremmo noi stessi in difetto».
Sui finali di gara
«No, no, possiamo migliorare sotto questo aspetto. Il coach Peppe Poeta si raccomanda sempre di capire il momento della partita. Noi dobbiamo essere bravi, quando l’attacco si ferma, a crescere ulteriormente in difesa. Quando attacchiamo male, dobbiamo capire che dobbiamo essere ancor più incisivi in difesa. Serve solo impegno, voglia di sacrificarsi per il bene della squadra. Sappiamo di essere una squadra che può segnare tanto, quello che fa la differenza è il nostro atteggiamento difensivo. Ci stiamo lavorando».
Sul suo futuro
«A Milano sto bene. È come una seconda casa. Il mio contratto scade nel 2027, magari ce ne saranno altri. Ora siamo in tre, con il mio cane Zeus, tra poco saremo in quattro. Qui stiamo bene. E il mio rapporto con i tifosi è splendido».





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