Openjobmetis Varese, Luis Scola: “Varese non sarà esclusa dal progetto NBA Europe”

Luis Scola Vanoli Basket Cremona - Openjobmetis Varese LBA Legabasket Serie A Unipol 2025/2026 10^ giornata Cremona, 08/12/2025 Foto AlessiaDoniselli / Ciamillo-Castoria

Intervistato da Marco Bellinazzo su “Il Sole – 24 Ore”, il CEO del’Openjobmetis Varese, Luis Scola, ha parlato dell’approdo della NBA in Europa

Intervistato da Marco Bellinazzo su “Il Sole – 24 Ore”, il CEO del’Openjobmetis Varese, Luis Scola, ha parlato dell’approdo della NBA in Europa: “Al basket europeo serve un cambio di paradigma, un salto culturale verso un modello più organico e sostenibile di crescita. La Nba, con le sue regole di equilibrio economico e la sua capacità di far evolvere lo sport entertainment, credo possa essere il punto di riferimento di questa indispensabile evoluzione. Varese sembra esserne tagliata fuori? Ma non è così. Anzi. A differenza di quel che accade oggi, Nba Europe è aperta al merito sportivo e quindi tutte le squadre possono sognare di farne parte. Servirà vincere sul campo, perché il risultato resta il core business della nostra industry, ma bisognerà anche farsi trovare pronti sul piano aziendale. E in questo senso, l’ambiente che la National Basketball Association può contribuire a creare è più favorevole di quello attuale alle “scalate”. Perchè? Partiamo dalla cosa più semplice. Il contratto collettivo della Nba prevede che agli atleti vada il 51% dei ricavi della Lega. In Europa ci sono squadre che spendono in ingaggi anche più del 120% del proprio budget. La conseguenza è che il break-even è un miraggio per tutti, anche per un team medio-piccolo come il nostro. Il salary cap invece aiuta a creare una competizione più equa. E dà maggiore incertezza, maggiore spettacolo derivano maggiori risorse per tutto il sistema. Chi è più bravo a farle fruttare e a costruire team vincenti a quel punto può sperare di partecipare anche ai tornei di primissima fascia”.

“Qui a Varese, del resto – prosegue Scola – per crescere stiamo seguendo questo modello di sport-entertainment. Il nostro obiettivo è creare valore in tutti gli ambiti, a partire da un’arena moderna. Dopo il primo lotto di interventi della gestione precedente, stiamo lavorando alla fase due, in cui dovremmo investire altri 3-4 milioni, per ampliare la curva nord e offrire sempre più servizi, con sky-box, bar, ristoranti, un museo, e un’acustica migliorata in modo da ospitare eventi extra-sportivi come i concerti. Durante la partita contro Napoli c’erano più di 5mila spettatori. Se la città è piccola, la Provincia di Varese, situata geograficamente tra Milano e la Svizzera, ha un bacino potenziale di due milioni di persone e senza la concorrenza diretta di una squadra di calcio. Nei prossimi tre-quattro anni inoltre puntiamo a incrementare anche i ricavi dell’area commerciale”.

Varese sta puntando anche sul proprio settore giovanile: “Abbiamo 450 ragazzi da far crescere. Abbiamo già investito circa tre milioni nelle strutture e culliamo l’ambizione di dare vita una a cittadella dello sport intorno al palazzetto, con un training facility tecnologicamente all’avanguardia e una foresteria, già operativa, di supporto da oltre 30 stanze. Puntiamo a creare valore economico e a sviluppare il talento. Ma questo non solo per i giovani. Anche dai giocatori più maturi si possono tirare fuori doti fin qui non sfruttate. E un club come Varese può beneficiarne doppiamente, in campo e attraverso il mercato”.

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