Nella sua rubrica su backdoorpodcast l’ex arbitro Silvio Corrias ha analizzato il contatto tra Shavon Shields e Giedraitis, costato un fallo in attacco all’ala danese nel finale di Olimpia Milano-Zalgiris.
«Sulla penetrazione di Shields, Giedraitis cerca una posizione legale di difesa in aiuto a Brown, con cui aveva “cambiato” un attimo prima. Giedraitis è in ritardo ed il contatto con Shields avviene sul fianco di Gedraitis che si sta ancora muovendo.
Non sarebbe situazione da “semicerchio”, perché Shields al momento del contatto ha i piedi a terra. La regola del semicerchio vale solo se il contatto è provocato dall’attaccante “in volo – airborne”! Il fallo è di Gedraitis, Poeta avrebbe potuto chiamare un “Challenge”?».
Cosa è successo
L’Olimpia Milano cade in casa con lo Zalgiris per colpe sue, ma è inevitabile anche commentare quanto combinato dal trio arbitrale nel corso del match. I tre direttori di gara erano Mehdi Difallah, Tomasz Trawicki e Thomas Bissuel.
Quanto in discussione arriva nel finale. Shavon Shields segna e subisce fallo, ma per gli arbitri è fallo in attacco nonostante, come si vede chiaramente, il difensore non prende posizione.
Segnando il libero, Shavon Shields avrebbe potuto portare la partita in parità. Invece è palla allo Zalgiris e altro tecnico per l’Olimpia Milano, con Maodo Lo che segna il libero del +4.
E’ un passaggio chiave di un match punto a punto mal gestito dalla direzione di gara, come riferito anche in sede di commento a fine gara da Sky. E Peppe Poeta, che registra il primo fallo tecnico per proteste in carriera (quella da giocatore compresa), non ci passa sopra: «Io sono me stesso, non riesco a fare le cose strategiche. Penso che gli arbitri possano sbagliare, come i giocatori e gli allenatori. Oggi però mi sono arrabbiato, perché puoi sbagliare una volta, due…».




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